giovedì 20 settembre 2007

La giustizia di Concetta Mobili



L'imbonitrice di mobili Concetta, scomparsa pochi anni fa, in una delle sue performance più memorabili.

Partendo dall'archetipale saluto ai detenuti, segno caratterizzante delle radio private partenopee, Concetta teorizza la legittimazione del familismo immorale, attraverso l'enunciato Chi fa nà rapina ù voglio bene, ci rong nù bacione perché o' fà pe ghì a mangià i figli (Traduzione dal concettese: Voglio bene ai rapinatori e li bacio, perché rubano per nutrire la propria prole), e chiude la sua filippica con un aspro attacco al potere politico e istituzionale: no come chisti mariuli che c'hann mannat miezz 'a via .

Il tizio con la faccia da topo al fianco di Concetta aveva il compito di tenere sotto controllo la televenditrice, le cui idee rivoluzionarie erano spesso troppo forti per il pubblico della TV generalista. Facciadatopo avrebbe dovuto, nelle intenzioni degli autori del programma, rappresentare il lato rassicurante del Concetta-pensiero. Ciò nonostante, la sua postilla alla dichiarazione concettiana è sconcertante: "[Concetta] vive in un suo mondo particolare, dove ci sono delle regole particolari, e quindi ecco perchè Concetta la giustizia commerciale la esercita realmente qui nel suo ambiente.

Saviano pensaci tu.

2 commenti:

Marcello ha detto...

Mi raccomando: O'Latitante riservalo per un occasione speciale

Immutator Mirabilis ha detto...

E' Facciaditopo a vivere fuori dal mondo. Concetta vive pienamente la realtà della sfaccimma napoletana: se rapini, uccidi, pretendi il pizzo, rubi lo fai per dare a mangiare ai tuoi figli e quindi SEI INNOCENTE!