giovedì 5 giugno 2008

L'impatto socio-culturale delle migrazioni dei popoli dell'est europeo sui costumi sessuali dei vecchi rattusi



Tra le principali conseguenze dell'ondata migratoria dei popoli dei paesi postcomunisti in Italia spicca senza alcun dubbio il miglioramento, in termini qualitativi, della vita sessuale degli anziani del Meridione. La questione è affrontata con un taglio sociologico dal cantante napoletano Gino Saggese nel brano Tengo 'A Polacca, che narra in maniera imparziale l'impatto delle Tatiane e delle Ludmille sull'immaginario erotico dei Don Peppe nostrani, nonché gli inevitabili conflitti sociali innestati da questi mutamenti. Nota a margine: non esiste un videoclip ufficiale della canzone. Le immagini che vedete nella clip sono state montate da noi.

11 commenti:

Giuseppe ha detto...

Insieme alla colossale "sti cinesi c'hann cumbinat", questa canzone esprime, come meglio non si potrebbe, l'evoluzione socio-culturale che il napoletano medio si è trovato ad affrontare in questi ultimi anni in virtù dell'ondata composta dalle donne di Varsavia e dagli uomini di Pechino.

Gennaro 48 ha detto...

Io mi ritrovo solo la Sarda.

Calvino ha detto...

Ho ben tre paia di polacchine.

Verde natura ha detto...

Tengo lo Scoto.

Cicciobombocannoniere ha detto...

Saggese il giovedi se la fa ai giardnetti e posteggia le polacche, ne sono certo. Quelle che nomina sono tutte amiche sue e si appatta con loro per bugerare i vecchi rattusi1

Anonimo ha detto...

C'è poco da scherzare...questa canzone è un piccolo trattato sociologico.

Cuozzo fritto ha detto...

Vediamo cosa pensa a proposito il nostro Giuseppe Junior?

chau ha detto...

me gusta la ucraniana, me gustas tú.....

ilona ha detto...

a piazza vanvitelli a caserta ogni domenica le pulacche e le ucraine si contendono i rattusoni che millantando proprietà terriere cercano di accalappiare le povere brienjeski

Ajax ha detto...

Notare la diallage: polacche slave serbe ( e qui un accenno di paranomasia con serve che non fa mai male ) ucraine. Trattasi di vivida speculazione linguistica, pochi cazzi.

Anonimo ha detto...

Salve a tutti,
secondo me Saggese, anche se in maniera colorita, in questo suo Folk napoletano ha espresso la NUDA E CRUDA REALTA'. Non possiamo parlare di discriminazioni altrimeni cuando dicono di noi italiani che sappiamo solo maniare spaghetti dovremmo fucilare tutti. Ma voi definireste Saggese neomelodico? E per voi cosa è un neomelodico?