martedì 2 dicembre 2008
Frammenti di un discorso amoroso
Omonimo di un illustre filologo greco che a cavallo degli anni 40 e 50 curò l'edizione critica delle opere di Teofrasto e di Iperide, il neomelodico Vittorio De Falco si inserisce di diritto nella schiera di quegli artisti specializzati nella rappresentazione del martirio amoroso. La voce strascicata, l'espressione dolente, le musiche allegre quanto un requiem suonato da un'orchestrina bulgara, contribuiscono a conferire al brano Amore un'intensità drammatica che a tratti ricorda l'esperienza di una fila alle poste nell'ora di punta. Il tema dell'abbandono viene sviscerato da De Falco in ogni suo aspetto: il cantante è stato pigmalione della sua donna ("Tutte le cose che ti ho imparato"), ma ora si sente "come un bambino che ha perso la mamma e non la trova più". Video gentilmente concesso da Carmine Garofalo di Teletorre.
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6 commenti:
vabbè ja è bravo a parte ke si deve ricostruire le corde vocali, però è bravo.
Mamma mia, questa voce è uno strazio.A parte la banalità dei soggetti e delle rappresentazioni(interni ed esterni)il video sguazza totalmente nei luoghi comuni ed ha un efficacia pari a zero.mamma mia è un scandalo che schifo.
Dott.
Antonio Scarpetta
Scuola Peppe Boccardo.
ma chi è chist'?
Si, dal punto di vista vocale questo anonimo esemplare di cuozzagine ricorda il Boccardo dei tempi migliori, e non è necessariamente un complimento (roba che, a confronto, il trapano del vicino di casa alle 8 di mattina diventa l'aria sulla quarta corda).
Tuttavia, per differenza di carisma, levatura artistica e approccio tematico, il paragone tra i due è assolutamente improponibile.
Prima di superare il maestro, l'allievo ne ha di strada da fare, ma spero vivamente che nel mezzo del cammin della Nola-Villa Literno, magari alle 3 di notte, la macchina si fermi...
effettivamente è interessantissima la descrizione del vissuto psicologico a cui è soggetto dopo la perdita dell'amata. Riecheggia le miglio pagine di Attachment and Loss di John Bowlby....
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