giovedì 18 dicembre 2008
Roy Parsifal, il Von Trier italiano
Appassionato cantore degli affetti familiari, il regista Roy Parsifal completa, con questo Cara, dolce mammina, la trilogia aperta da La lezione di mamma e proseguita con Madri e figli. Se il primo film seguiva i canoni della commedia brillante e il secondo era un cupo melodramma sull'alcolismo, il capitolo finale del trittico cerca di saldare i due stili, mettendo in scena la gelosia di una madre tradita dal consorte ma capace di rivalersi con la complicità del figliolo. Le luci livide e naturali del set, l'assenza di commento musicale, il sonoro in presa diretta, l'uso della camera a mano rimandano chiaramente al dogma di Lars Von Trier, così come il tema dell'incesto è trattato in maniera cruda e diretta, senza gli insopportabili compiacimenti estetizzanti che hanno caratterizzato alcune opere di Bertolucci e di Carax. Qualcuno noterà che il figlio ha più o meno la stessa età della madre, ma nei territori del pornazzo il realismo cede il passo alla sospensione dell'incredulità, l'hardcore si sublima nel simbolismo, la diegesi dell'opera metabolizza gli stilemi del fabliau medievale, l'autore del post si masturba perché pensa che nemmeno Eco scrive così.
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6 commenti:
Di menna ce n'è più di una.
Cirù, ciò rientra nella categoria della videoteca o della schifoteca?
Lei è molto brava, vista in un dietro le quinte che, secondo me, sono le perle a corollario dell'esperienza visiva dei film di coso li... roy qualcosa :=))))
Lei è molto arrapata, e ci rimedia anche qualche euro.
La nasca di lei è davvero notevole.
dove lo trovo il resto?
mi garba assai
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