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lunedì 14 luglio 2008
Cito karateka
Riecco Giancarlo Cito, ex sindaco di Taranto, ex picchiatore fascista, ex onorevole, ex galeotto, exibizionista. Desideroso di offrire ai suoi elettori l'immagine dell'uomo forte e volitivo, Cito si fa riprendere in palestra mentre polverizza i mattoni e organizza ronde punitive contro un sacco da boxe. Ringraziamo il nostro affezionato lettore Nico, che ci ha spedito questa preziosa testimonianza. In origine il video era commentato dalle sputtanatissime note di Eye of the tiger. Se qualche purista dovesse obiettare che la canzoncina di Ugo re del judo è fuori luogo (Cito sta infatti praticando karatè), gli rispondiamo che tutto fa brodo, e che per certa gente l'unica cosa che conta è menare mazzate.
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mercoledì 25 giugno 2008
Sono Ping Pong, il terrore di Hong Kong
Che gli Dei siano propizi a Nico Fidenco, autore della colonna sonora di Porno Holocaust, della sigla di Don Chuck Castoro e, soprattutto, della canzoncina dei titoli di testa di Tre Supermen in Cina, diretto nel 1974 da Bitto Albertini. Certo che i versi "Io non mando mai all'ospedale / solo al forno crematorio /o qualche volta all'obitorio" suonano un po' macabri, soprattutto considerando che in quest'articolo Fidenco dice meraviglie sul ventennio fascista. E anche la strofa che recita "Ogni donna mando all'ospedale / vorrei trattarla come un fiore / ma come la tocco urla e muore" oggi difficilmente troverebbe spazio in un film parrocchiale.
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martedì 17 giugno 2008
Scorregge nel west
Nel 1973 una troupe della società di produzione hongkonghese Yangtze approdò a Cinecittà per realizzare Kung fu nel pazzo west, insolita mescolanza tra arti marziali e spaghetti western. Doveva trattarsi di un film drammatico, la storia di due fratelli cinesi immigrati nel west che si scontrano con i pregiudizi dei coloni. Il regista era Man Yi Yang, che si firmava con lo pseudonimo occidentalizzato George Bange. Solo che il film, con ogni probabilità, non doveva essere riuscito un granché. Ecco così che la produzione italiana decise di ridoppiarlo, infarcendolo di battute goliardiche, vocine idiote e rumori di fondo. Vi abbiamo già mostrato, mesi fa, la scena dello stupro della graziosa Tang Chung Hoo. Stavolta vi presentiamo questo preludio di una sparatoria: a un intenso e drammatico deguello si sovrappone una scorreggia lunga un minuto. La scorreggia non c'entra nulla con la trama, nè serve a introdurre una gag. Però c'è. Gratuita come l'incontro di un ombrello con una macchina per cucire.
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venerdì 23 maggio 2008
La love story del Bruce Lee dei poveri
Alla morte del grande Bruce Lee i produttori cercarono di colmare il vuoto, mandando allo sbaraglio qualche suo sosia e confidando nell'incapacità, da parte degli spettatori, di riconoscere la bufala. Il caso più eclatante resta forse quello di Ho Chung Tao, ribattezzato Bruce Li e protagonista di una trentina di film, tutti realizzati tra il 1973 e il 1980. Gran parte dei film di Ho Chung Tao, in Occidente, erano distribuiti con titoli ingannevoli, come Bruce Lee's Big Secret, The real Bruce Lee, Bruce Lee we miss you, Bruce Lee in New Guinea e via mistificando. Il top della fregatura fu però raggiunto da questo Bruce Lee Vs Superman del 1975 (titolo originale Meng long zheng dong, qualsiasi cosa ciò voglia significare), nel quale non c'è traccia nè di Bruce Lee nè del supereroe kryptoniano. Bidoni a parte, resterà sempre nei nostri cuori questa romantica passeggiata di Ho Chung Tao e compagna per le vie di Honk Kong, nonché la deliziosa canzoncina e il modo in cui i due innamorati gustano gli spiedini.
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venerdì 8 febbraio 2008
Vergini dall'inferno in satin bianco
E' giunta l'ora di sprovincializzarci con un po' di cinema orientale. Trashopolis vi regala una clip da Virgins from hell, un classico indonesiano del 1987 (regia di Ackyl Anwari) con una banda di sexy motocicliste prigioniere di un narcotrafficante che le costringe a lavorare in una piantagione di noci di cocco. Sì, proprio così. La situazione è resa ancora più surreale dalle tante scene erotiche (stupri, bondage, sadomasochismo), nelle quali le bonazze sono sempre rigidamente vestite, non sappiamo se per problemi di censura o per scelta artistica. Si sente in sottofondo Nights on white satin dei Moody Blues, arrangiata da non so quale indonesiano folle. Il brano è celebre in Italia soprattutto per la cover dei Nomadi, che si intitolava Ho difeso il mio amore. Ma in questo caso l'amore sembra in grado di difendersi da sola.
giovedì 3 gennaio 2008
Il kung-fu dei mutilati
Crippled Masters, film taiwanese diretto nel 1979 da Joe Law, rappresenta un raro esempio di mutilati autentici che praticano il kung fu. All'inizio del film uno dei due protagonisti è privato delle gambe, l'altro delle braccia; il resto del racconto è la cronaca della loro vendetta contro i responsabili dell'orrenda mutilazione. C'è anche un vecchio maestro di arti marziali che sembra uscito da Dragonball, solo un po' meno maniaco. Consumata la rappresaglia, i due intrepidi eroi si reincontreranno nel seguito del film, Two Crippled Heroes!
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sabato 15 dicembre 2007
Kung Fu Nel Pazzo West - Lo stupro della cinese!
Fosse stato diretto venti o trent'anni dopo da Quentin Tarantino, Kung Fu Nel Pazzo West (rinominato dai distributori Altrimenti Vi Ammucchiamo in omaggio a Bud Spencer e Terence Hill) sarebbe stato salutato come capolavoro postmoderno. Invece questo film, diretto nel 1973 da un cinese in trasferta a Roma che si firmava con lo pseudonimo di George Bange, fu scambiato per un'imitazione qualsiasi del più fortunato Il mio nome è Shangai Joe di Mario Caiano. Un cocktail di western, arti marziali, bondage e molestie sessuali, reso ancora più psichedelico dal doppiaggio goliardico voluto dalla distribuzione italiana (la versione cinese del film, invece, è serissima). Qualcosa di simile l'aveva fatta Woody Allen nel 1966 ridoppiando un B-Movie di kung fu e rinominandolo What's up, Tiger Lily? (Che fai, rubi? nell'edizione italiana). Solo che Allen infarciva i dialoghi con scontati riferimenti a Freud, mentre i doppiatori italiani, di gran lunga più colti, tirano in ballo il Marchese De Sade.
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