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mercoledì 16 luglio 2008

Se lo mangiano come porci, i maledetti!



Virus - L'inferno dei morti viventi (1980) è uno degli horror più celebri del maestro dello zeta movie Bruno Mattei, anche se alcuni suoi fan preferiscono i toponi giganti di Rats - Notti di terrore. Siamo sulla falsariga di Zombi di George Romero, con i non-morti che non sono semplici non-morti, ma stanno lì a simboleggiare qualcosa di così complesso e raffinato che nemmeno noi siamo riusciti a intuirlo. Magnifica la citazione kubrickiana con il ballerino che abbozza un passo di tip-tap e canta Singin' in the rain come l'Alex De Large di Arancia Meccanica, ma gli occhi dello spettatore sono tutti per l'orrida vegliarda. E la battuta "Se lo mangiano come porci, i maledetti!" risuonerà a lungo nelle nostre orecchie.

mercoledì 25 giugno 2008

Hai mai visto "Membri privati" con Joe La Mazza?



In Bella di giorno di Luis Bunuel (1967) Catherine Deneuve conduceva la doppia vita di moglie devota e prostituta di lusso. Il film del maestro spagnolo è stato più volte oggetto di remake trashosi, da Brutti di notte con Franco e Ciccio a Moana bella di giorno con l'immortale Moana Pozzi. La palma del rifacimento più eccentrico spetta però a Privè - L'altra donna del compianto Bruno Mattei, che trasporta la vicenda nel sottobosco romano del cinema a luci rosse. I fessi grideranno al delitto di lesa bunuelità, gli esteti protesteranno perché la protagonista Monica Ceci non è avvenente quanto la Deneuve, nè quanto la Pozzi, e forse nemmeno quanto Ciccio Ingrassia. Eppure Privè è un magnifico esempio di meta-trash, con l'universo del cinema di serie zeta che riflette su se stesso. Il film è tutto un fiorire di citazioni autoironiche, dal regista hard che parla con un accento da Ispettore Clouseau e che annuncia "Qui metteremo la statua del dio Amone, con il suo cazzone" alla commessa del videostore che chiede alla protagonista "Hai mai visto Membri Privati con Joe La Mazza?", dalle pornoattrici che rievocano i fasti di Molly la Porca e di Cappuccetto Rotto al sacerdote egizio che pronuncia formule degne di Gennaro D'Auria. Il tutto ci dimostra che è da imbecilli prendere in giro un regista come Mattei, il quale possedeva la rara capacità di sapersi prendere in giro da solo.

giovedì 17 aprile 2008

Indiana Jones fuori tempo massimo



E' da circa un anno che il buon Bruno Mattei, uno degli imperatori del trash dagli anni 70 a oggi, ha abbandonato la dimensione terrena. Solo Mattei ha avuto il coraggio di realizzare negli anni 80 film western come Bianco Apache (1986) e addirittura peplum come I sette magnifici gladiatori (1983), in un'epoca in cui i sottoprodotti di genere erano rappresentati solo da cloni della Chiave, da film tardo-scorreggioni e da pseudovanzinate giovanilistiche. Che i film di Mattei siano andati malissimo, poco importa. Quello che ci meraviglia e che ci commuove è che, nonostante i continui insuccessi, Mattei abbia girato almeno un film all'anno, a differenza dei Nanni Moretti che ti fanno aspettare un lustro e poi ti propinano le riprese del battesimo del pupo. Un regista fuori tempo limite, come dimostra Non Aprite Quella Tomba (2004), un'imitazione della saga di Indiana Jones girata quando nessuno si filava più Indiana Jones. Filmato in digitale e distribuito solo nel circuito homevideo, interpretato da attori raffazzonati chissà dove (tra questi spicca Angela Ferlaino, forse parente dell'ex presidente del Napoli, di sicuro pornoattrice in Fallo! di Tinto Brass), il film è da ricordare per gli effetti speciali degni dei più scalcagnati B-movies maccartisti. Fra occhi della Dea Quatlìc che sembrano capezzoli, zombies più catatonici di senatori a vita e scheletri che spuntano dall'oscurità, meritano una menzione i ragni che assalgono la ragazza. Lei è invischiata nella maxiragnatela e grida, mentre i ragni in controcampo sono rubacchiati da un documentario di Quark.

lunedì 18 febbraio 2008

Tardone norvegesi alla riscossa



Ci siamo già occupati in passato di Emanuelle e le pornonotti, sexy-documentario del 1978 codiretto da Joe D'Amato e Bruno Mattei sulla falsariga dei mondo-movie di Jacopetti e Prosperi. In questa scena la bellissima Laura Gemser ci conduce nella peccaminosa Oslo, in uno strip club maschile riservato alle tardone norvegesi. Indimenticabile la tirata antifemminista dell'inizio, ma anche l'ansimare ritmico delle vegliarde ha qualcosa del Fellini più onirico.

martedì 4 dicembre 2007

Bruno Mattei - Sesso perverso, mondo violento (1980) - Ti piace il gelatino?



La massima sfiga del compianto Bruno Mattei è stata quella di arrivare in ritardo rispetto alla stagione d'oro dei B-Movies all'italiana. Se Aristide Massaccesi e simili hanno diretto i loro film nei proficui anni '70, Mattei ha provato a fare cinema di genere in un'epoca nella quale il cinema di genere era già morto e sepolto. Ci vuole un autentico coraggio per girare nel 1987 due western come Scalps e Bianco Apache, per tacere di Cruel Jaws (1995), clone povero dello Squalo spielberghiano. Ovviamente su Trashopolis il buon Mattei (scomparso nel Maggio 2007) è il benvenuto. Lo omaggiamo con una clip tratta da Sesso Perverso, Mondo Violento (conosciuto anche come Libidomania N°2), tentativo di riproporre nel 1980 il mondo- movie (ovvero quel reportage-shock che aveva conosciuto la gloria negli anni '60 con Mondo Cane di Jacopetti e Prosperi e con i suoi innumerevoli epigoni). In questa scena, costruita come una finta candid camera, Mattei ci mostra i falsi provini di un pornazzo. Tutte le ragazze convocate dal regista, che parla con un marcato accento napoletano, dovrebbero eccitare lo spettatore semplicemente leccando un Cornetto Algida. Considerando che all'epoca stava iniziando la golden age di Cicciolina, queste inquadrature hanno qualcosa di tenero e commovente.