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mercoledì 16 luglio 2008
Il Boccardo innamorato
Riecco Peppe Boccardo, interprete delle intermittenze del cuore e piratone audiovisivo di Torre Del Greco, che tra una turnè e l'altra vendeva VHS di contrabbando all'angolo di Via Piscopia. In questo Turnammo nsieme (1996) il Boccardo duetta con una bella cantante dal nome ignoto. Lei ha mollato lui perché frequentava una compagnia di chiavici, lui promette di "lasciare gli amici" per riconquistare la donna amata. Tra malinconiche passeggiate sui binari e gioiosi flashback nella Villa Comunale di Napoli, Boccardo conferma con questo brano di essere l'Aznavour degli anni 90. Ci riferiamo ovviamente a Michel Aznavour, celebre venditore ambulante di pupazzi a molla, molto noto e stimato alla periferia di Marsiglia.
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Peppe Boccardo
lunedì 14 luglio 2008
Que reste-t-il de nos amours? Une vafangul, vieille photo de cafonesse
Inizio di settimana col botto, dato che abbiamo deciso di proporvi la versione sottotitolata (e quindi comprensibile al di fuori delle zone di Secondigliano, Ponticelli e Scampia) dell'immortale Amore Vaffanculo di Lian. Il raffinato neomelodico, già apparso su Trashopolis mentre si esibiva in una cover natalizia del Latitante, nel 2000 interpretò un cortometraggio che introduceva la sua appassionata canzone d'amore. Per motivi non ancora chiari, il corto passava sulle teleprivate con una scritta in sovrimpressione che recitava "Scene tratte dal film Amore Vaffanculo", sebbene questo film non sia mai stato realizzato. Peccato, perché questi dieci minuti di corna e tamarrate entrano di diritto nella Leggenda. Dalle rigidissime regole dettate da Lian ("Non devi cancellare i messaggini dal cellulare, perché devo vedere i fatti tuoi") ai geniali escamotage della provasa per cornificare il fidanzato ("Mi ha telefonato Luana, 'a cumpagna mea"), dall'interpretazione magnetica del protagonista, guardingo come Lev Yashin a difesa della porta dell'Unione Sovietica, all'invettiva finale ("Và, vafangùl, và, ma che bocchinara, ma che stronza, le acchiapp tutt'io, le acchiapp!"), non c'è fotogramma che non tocchi le vette del sublime. Un plauso all'arredatore della villetta di Lian, al cui confronto Concetta Mobili diventa Le Corbusier.
giovedì 10 luglio 2008
All'ombra delle fanciulle in fiore
Torna Genny Pagano, già visto su Trashopolis nelle vesti di cornuto inconsolabile e di consolatore delle altrui mamme. Stavolta l'artista neomelodico celebra la raffinatezza e la classe delle ragazze napoletane, circondato da uno stuolo di delicate fanciulle. Non ci sembra affatto di essere nel Rione Sanità, ma sulla spiaggia di Balbec, in compagnia di Albertine, Gisèle, Andrée, Annamaria la Salumera e Rosemonde. Che il video sia dei primi anni 90 lo dimostra il riferimento al gettone telefonico, laddove le attuali provase sono dotate di almeno sette telefonini cellulari a testa (il cellulare è infatti il dono rituale che viene offerto alle giovani di Ponticelli dopo ogni aborto). Indimenticabile il ritornello, nel quale la perdita della verginità è descritta come un insostenibile scuorno (vergogna) per mammà.
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Genny Pagano
martedì 8 luglio 2008
Ringraziamo il signor Gesù Cristo per averci mandato Bassolino
Nel corso del suo primo mandato a sindaco di Napoli (1993 - 1997), Antonio Bassolino era divenuto popolare quanto la Madonna di Pompei. Con iniziative come "Napoli porte aperte" e il "Maggio dei monumenti", con la chiusura del centro storico al traffico, con l'organizzazione del G7 Bassolino aveva colmato quel vuoto nel cuore dei napoletani occupato fino a due anni prima da Diego Maradona. Bassolino Story del duo comico I Coccobelli è una rara testimonianza di quanto Napoli fosse innamorata del suo sindaco (l'unico a manifestare le sue perplessità era il nostro amico Tonino 'O Scienziato, come potete verificare da questa clip). Il primo cittadino viene descritto come "un mastro che aggiusta ogni cosa", "un uomo tosto, buono e dotato di coglioni", "il sindaco che tutte le donne vorrebbero sposare" e via apologizzando. Gran parte della canzone parla di quanto sia pulita la città dopo l'avvento di Bassolino a Palazzo San Giacomo. Purtroppo non abbiamo trovato il videoclip originale di Bassolino Story, ma solo l'emmepitrè; ci siamo quindi permessi di illustrare il brano con un nostro montaggio. Buona visione.
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Sindaci caduti in disgrazia
giovedì 3 luglio 2008
Tony Brina e la guerra in Iraq
Tony Brina è un artista dalle mille sfumature, il cui repertorio non si limita all'apoteosi del delitto d'onore o alla descrizione di amori adulterini. In Nu Core A Viento il cantante tocca il tema della guerra in Iraq, introducendo per la prima volta nella canzone napoletana la parola "terroristi". Il figlio è militare a Nassirya, e il padre angosciato segue ogni giorno le sue imprese in televisione come se il giovanotto partecipasse a un reality show. Solo la lontananza e la paura spingono Brina a dichiarare il proprio amore al figlio, perché se gliel'avesse detto da vicino magari il ragazzo fraintendeva. Regia d'effetto, che propone un orrore dopo l'altro, dalle immagini dell'attentato alle Torri Gemelle ai raccapriccianti primi piani di Brina.
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Tony Brina
martedì 1 luglio 2008
Una donna irresistibile
No, questa volta non chiedeteci i sottotitoli. Davvero, riusciamo a comprendere appena il sessanta per cento di ciò che dice la seducente Nunzia Ferri. Per quel che abbiamo capito, la canzone è un inno di scherno che la bella artista rivolge a un uomo impotente, sebbene il videoclip sia tutto imperniato sulle molestie sessuali di un giovinastro e sulla coraggiosa reazione della donna. L'ambientazione bucolico - pastorale riporta alla tradizione delle Accademie settecentesche, palesando la natura colta del brano.
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giovedì 26 giugno 2008
La femme et le pantin
Gianni Sacco è un esponente della vecchia scuola della canzone napoletana sentimentale: negli anni settanta aveva furoreggiato con Crociera, brano gettonatissimo nei ristoranti di Mondragone e alle prime comunioni di Varcaturo. Nei primi anni novanta Sacco provò a rilanciarsi con Vince tu, descrizione di un rapporto ai limiti del bondage, con l'uomo che si sottopone ad ogni sadico capriccio della sua padrona. Siamo dalle parti dell'Angelo Azzurro, con l'artista che sarebbe disposto anche a fare chicchirichì come il professor Unrat, se la sua Marlene glielo chiedesse. Non perdetevi la coda della clip in studio, con il primo piano degli occhi della splendida ospite e la sensuale bocca di Sacco che fa da richiamo alle papere.
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Gianni Sacco
martedì 24 giugno 2008
Sfidare la legge per un videoclip
Tra i commenti che appaiono più spesso su Trashopolis, subito dopo l'evergreen "Kuros rattuso", c'è la domanda "Ma dove la trovi questa roba?". Domanda inopportuna, mentre il "Kuros rattuso" ha un fondo di verità. Ogni clip di Trashopolis ha una sua storia. C'è roba registrata, roba scaricata, roba prestata, roba acquistata, roba filmata di persona. Da Youtube attingo pochissimo e, quando lo faccio, mi preoccupo di sottotitolare il video, di offrire insomma un qualcosa in più rispetto all'originale. La clip che vi presento oggi, Core Povero di Peppe Boccardo, l'ho ottenuta in maniera decisamente avventurosa. Negli anni novanta Peppe Boccardo svolgeva un doppio lavoro: di sera cantava ai matrimoni, di giorno vendeva videocassette pirata sulla sua bancarella nel cuore di Torre Del Greco. Tutti i cinema avevano chiuso i battenti, il peer to peer non era ancora nato e Boccardo rappresentava l'unico contatto tra Torre Del Greco e la cultura cinematografica. Quando Boccardo mi informò di essersi autoprodotto una raccolta di videoclip, subito lo implorai perché me ne regalasse una copia. Boccardo stava smontando la bancarella e caricava le VHS pirata sulla sua Alfetta. "Vabbuò, damme 'na mano a levà a miezz sta' rrobba e vieni 'a casa mia!" (Traduzione: "Va bene, dammi una mano a togliere da mezzo questa roba e vieni a casa mia"). Ebbene sì. Aiutai Boccardo a sgomberare una bancarella abusiva. Cinque minuti interminabili, con il terrore di essere pizzicato dai finanzieri. Che infatti passarono in auto, e salutarono amabilmente Boccardo. Godetevi questo Core Povero, con l'artista che passeggia assorto sulla vibrionica sabbia della Litoranea di Torre Del Greco e che canta in mezzo a bagnanti invadenti. Ammirate la testolina del bimbo che spunta fuori a sproposito e i panzoni che corrono verso l'acqua. Deliziatevi con la voce roca di Boccardo, che amava paragonarsi a Fred Buscaglione. E ricordatevi dei terribili rischi corsi dal vostro Kuros per procurarvi questa perla rara.
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Peppe Boccardo
venerdì 20 giugno 2008
La prova d'amore
La clip di oggi è Sabato sera di Ida D'Amore, cantante apparsa una dozzina d'anni fa su Teleakery e tuttora attiva nel sottobosco neomelodico. Il brano verte sul dramma una provasa intenzionatissima a subire l'estremo oltraggio da parte di un ragazzo; quest'ultimo però non ha ancora cacciato fuori il puparuolo, non si sa se per imbranataggine, eccesso di rispetto, disinteresse o ricchioneria. Lamentandosi del fatto che il giovane non le ha voluto togliere di dosso nemmeno la sciarpa, la D'Amore sottopone il suo interlocutore a un martellante interrogatorio: "Hai già fatto l'amore con un'altra? La cosa può farmi piacere, così mi posso assicurà".
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giovedì 19 giugno 2008
Donne, immaginate quest'uomo tutto nudo nel vostro letto
Agli albori di Trashopolis vi avevamo presentato alcuni videoclip di Tony Brina, cantante napoletano specializzato in inni alla malavita, faide familiari e filippiche contro il pentitismo. In questa Ma Comme Faie, invece, Brina si cimenta con il classico tema dell'amore adulterino. Testo tradizionale, anche se un po' di turbamento sopraggiunge quando Brina si descrive "solo e spogliato nel letto". Resta un forte dubbio sull'attrazione che la donna prova nei confronti di Brina: è sposata con un tipo alla Clooney e cerca nell'amante l'esatto opposto? O forse Brina può risultare bello se paragonato al marito della fedigrafa? In quest'ultimo caso, quale sarà l'aspetto del cornutone?
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Tony Brina
martedì 17 giugno 2008
'O Latitante, o della quotidianità della feccia umana
Era inevitabile che su Trashopolis prima o poi approdasse 'O Latitante, il classico di Tommy Riccio che nei primi anni 90 rifondò la canzone malavitosa. Il decennio precedente aveva visto il proliferare di cloni di Nino D'Angelo, ovvero di bravi ragazzi che vanzineggiavano sulle spiagge e corteggiavano figlie di ricchi industriali che alla fine erano felicissimi che il frutto dei propri lombi amoreggiasse con un cuozzo dal cuore d'oro. La discografia di Tommy Riccio riporta invece in auge la celebrazione della feccia umana. Di questo latitante non sappiamo se sia colpevole o innocente, nè di cosa sia accusato; sappiamo solo che è un uomo in fuga, da compatire e da mitizzare perché il giorno di Natale non può tornare a casa ad abbracciare i propri figli. Il brano non è particolarmente eccessivo, soprattutto se paragonato alle successive rielaborazioni sul tema dei vari Gino Del Miro e Tony Brina; ma quello che impressiona è proprio il suo sguardo neutrale, il suo modo di inquadrare la vita criminale in un contesto di assoluta normalità. 'O latitante ispirò anche un film del 2003 di Ninì Grassia, protagonista Karim Capuano. A Tommy Riccio, impresentabile come eroe cinematografico, toccò invece la parte della carogna.
Comunicazione di servizio: nel corso della settimana aggiorneremo Trashopolis un po' meno spesso. Attaccatevi.
Comunicazione di servizio: nel corso della settimana aggiorneremo Trashopolis un po' meno spesso. Attaccatevi.
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lunedì 9 giugno 2008
La famiglia viene prima di tutto
Romantico duetto tra Franco Cipriani e Rita Siani. Cipriani è già noto agli spettatori di lungo corso di Trashopolis come interprete del fondamentale Finalmente sì asciuta incinta, inno alle gioie della paternità. Rita Siani, partner di Mario Merola sulla scena, moglie del boss Tommaso Prestieri e, in passato, ospite del carcere di Poggioreale per spaccio di droga, dimostra con questa canzone che la famiglia è l'unica cosa che conta nella vita. Un inno ai sani valori della fedeltà coniugale e della zuccherosità cuoricinosa, con una testimonial quanto mai credibile.
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giovedì 5 giugno 2008
L'impatto socio-culturale delle migrazioni dei popoli dell'est europeo sui costumi sessuali dei vecchi rattusi
Tra le principali conseguenze dell'ondata migratoria dei popoli dei paesi postcomunisti in Italia spicca senza alcun dubbio il miglioramento, in termini qualitativi, della vita sessuale degli anziani del Meridione. La questione è affrontata con un taglio sociologico dal cantante napoletano Gino Saggese nel brano Tengo 'A Polacca, che narra in maniera imparziale l'impatto delle Tatiane e delle Ludmille sull'immaginario erotico dei Don Peppe nostrani, nonché gli inevitabili conflitti sociali innestati da questi mutamenti. Nota a margine: non esiste un videoclip ufficiale della canzone. Le immagini che vedete nella clip sono state montate da noi.
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martedì 3 giugno 2008
Gli ormoni arrabbiati di Giuseppe Junior
Se credevate che il neomelodico undicenne Giuseppe Junior avesse toccato il culmine della trasgressione con il brano 'A minigonna, dove incitava una coetanea a spogliarsi e a fare l'amore con lui, questo 'A guagliona 'da smart vi stupirà ancora di più. Non è la prima volta che la minivettura appare nella canzone napoletana (pensiamo alla Macchina 50 di Rosario Miraggio, che si ascolta persino nei titoli di testa di Gomorra, e alla Ragazza Con La Smart di Mino De Rosa), ma Giuseppe Junior sembra provenire da un altro pianeta. Stavolta il piccolo satiro corteggia una signora molto più grande di lui, che si avvia probabilmente verso la quarantina. Una donna di classe, che veste abiti firmati (Richmond e Ferrè) sotto i quali indossa soltanto le scarpe sportive della Nike. Una femmina trasgressiva, che in auto corre come la sorella di Schumacher, non si ferma agli stop e canta a squarciagola canzoni napoletane. Per conquistare la sua preda, Giuseppe elabora un piano strategico: bucare le ruote della Smart e costringere la sua bella a restare sempre con lui. Fantasticherie prepuberali? Tutt'altro. Nella seconda strofa della canzone scopriamo che la tardona ha ceduto alle insistenze di Giuseppe, e la rottura della Smart si trasforma in metafora della perdita della verginità. Il verso "Tu me l'hai rotta, in un modo o nell'altro devi venire da papà" presagisce un imbarazzante matrimonio riparatore, con il genitore della zitellastra a rievocare i fasti del governo Crispi durante il banchetto di nozze.
Un grazie a Paolo Zeta, che ha supervisionato la traduzione del brano.
Un grazie a Paolo Zeta, che ha supervisionato la traduzione del brano.
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venerdì 30 maggio 2008
Il folk elitario di Roberto Stallone
Graditissimo ritorno di Roberto Stallone, stilnovistico cantore dei culi delle lavandaie, lucido narratore di un inferno matrimoniale alla Strindberg, emulo della pucciniana Madama Butterfly. Stallone è anche padre di Zuccherino, talentuoso neomelodico coinvolto in una torbida vicenda giudiziaria alla quale non vogliamo nè dobbiamo credere. Da attento conoscitore del folk e della musica popolare (altro che David Byrne!) Stallone si cimenta stavolta con l'alligalli, che grazie alla puntigliosità filologica dell'artista si trasforma in ally gally. Non mancano coltissimi riferimenti a filastrocche che farebbero la gioia di qualsiasi antropologo, dal "Caruso zelluso miett 'a capa int'o pertuso" al "Piripicchio e piripacchio vanno 'a scola e fanno 'nguacchio". L'ascoltatore distratto, il cui orecchio è ormai viziato dalle facili dodecafonie schoenberghiane e dai puerili ammiccamenti di Messiaen al gamelan indonesiano, forse non sarà in grado di cogliere tutte le sfumature presenti nel brano. Peggio per lui.
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mercoledì 28 maggio 2008
Intervista a Giuseppe Junior - Di Paolo Zeta
E' lapidario e di poche parole (alcune suggerite) Giuseppe Junior, il bambino neomelodico noto per aver interpretato canzoni come 'A Minigonna, audace inno all'amore nella fase prepuberale, e la ratzingeriana Noi preghiamo, che contiene un'accorata invettiva contro i pedofili assassini. Nonostante i suoi molteplici impegni (passeggiate con l'amichetto, scuola, ragazzine assatanate di sesso) l'enfant prodige ha trovato il tempo per un'intervista telefonica. Con acutezza di spirito Giuseppe ha saputo fornirci una perspicace chiave di volta dell'elegiaco canto Noi preghiamo e ci ha rivelato come vanno davvero le cose nella sua vita: esattamente come nelle canzoni. Di difficile interpretazione, invece, la risposta alle critiche di coloro che non apprezzano i suoi lavori discografici: sono "entusiasti" (?) perché le canzoni sono "molte applaudite". Probabilmente l'aggettivo è stato adoperato rispettandone il significato etimologico e deve essere proprio il trasporto divino a sublimarsi in rabbia e spingere i detrattori a giudizi affrettati. Nell'ultima parte dell'intervista Giuseppe ci conferma che, pur volendo diventare un grande artista, non abiurerà mai all'umiltà che lo contraddistingue.
Paolo Zeta
Paolo Zeta
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lunedì 26 maggio 2008
Le mamme apprensive portano sfiga
Attenzione alle mamme troppo apprensive, portano decisamente sfiga. Il teorema è dimostrato dalla passionale Cinzia Oscar, nota al pubblico di Trashopolis per avere traumatizzato un bebè nel video della canzone Lassame 'o figlio mio. Nel brano Il Motorino Cinzia continua a esercitare il proprio ruolo di madre castratrice, negando al proprio cuozzissimo rampollo l'acquisto di un ciclomotore. Ma le pressioni del ragazzo sono troppo forti e alla fine l'artista deve capitolare. La disgrazia è dietro l'angolo e non appena il giovane centauro scende in strada va a schiantarsi contro un'automobile e crepa. La notizia viene data dai telegiornali a reti unificate, manco fosse morta Lady Diana. Tra lacrime, rimpianti e grattate di zebedei, Cinzia Oscar dà il suo contributo alla campagna per l'educazione stradale promossa dal comitato di quartiere di Forcella.
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lunedì 19 maggio 2008
Levati la minigonna, facciamo l'amore, poi mangiamoci i biscottini Plasmon
Vi presentiamo Giuseppe Junior, neomelodico undicenne sponsorizzato da Rino Chiangiano, lo stesso artista che qualche anno fa lanciò il Piccolo Nardi. La sua canzone si chiama Bellissima, anche se è più nota come 'A minigonna, e tratta lo spinoso tema del sesso in età preadolescenziale. Come il Woody Allen di Io e Annie, Giuseppe Junior smentisce le teorie di Freud sul periodo di latenza, raccontando in maniera dettagliata la sua avventura amorosa con una coetanea. Il giovanissimo cantante mostra di possedere un'invidiabile esperienza da tombeur de femmes, e rivolge alla partner parole rassicuranti. Non appena ha colto la prima mela Giuseppe Junior dà sfogo alla sua natura da satiro assatanato, con l'aTrenalina che sale sempre di più. Tra giuramenti sulla mamma e proclami tipo "l'amore non ha età" (anche gli embrioni possono innamorarsi), Giuseppe si dimostra comunque un autentico gentiluomo, e prospetta alla fidanzatina neodeflorata le gioie di una futura vita matrimoniale, con viaggio di nozze a Mirabilandia.
Il video ci è stato segnalato dal nostro lettore Lorenzo Terzi, che ringraziamo di cuore.
Il video ci è stato segnalato dal nostro lettore Lorenzo Terzi, che ringraziamo di cuore.
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venerdì 16 maggio 2008
No, per favore. Questo no. Non è possibile.
Davvero incredibile questo videoclip del 1995 di Peppino Di Bernardo, dal titolo Fa come fossi mia moglie. Non tanto per il testo, nel quale l’artista si rivolge alla convivente e le dice che, pur non avendola sposata, la considera sacra e inviolabile quanto una moglie a tutti gli effetti. L’aspetto lisergico della clip è da ricercare nella regia, con Di Bernardo che sbuca da uno scaffale come se fosse un babau, si sdraia sull’armadio e canta addirittura nel cesso di casa. Imperdibile la citazione da un vecchio spot del Martini, con la gonna della protagonista che si sfilaccia davanti agli occhi compiaciuti e libidinosi di Peppino. Un montaggio rapidissimo e l’uso smodato di effetti video ci ricordano che lo spirito di MTV aleggia anche su Forcella.
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Peppino Di Bernardo
lunedì 12 maggio 2008
Carmelo Lumaca, il romantico sognatore
Trashopolis torna a proporvi una performance di Carmelo Lumaca, esponente di spicco della prestigiosa Lumaca Family. Se la cover lumachesca dell'Immensità di Don Backy è stata accolta con una certa indifferenza dal nostro pubblico, speriamo che questa toccante interpretazione di Romantico Sognatore (un classico per tardone di Franco Bagutti) raccolga consensi più ampi. Oltre che per l'indiscutibile carisma del Lumacone, la clip stupisce per la spettacolare regia, per la bellezza del paesaggio e per la mano ferma del cameraman.
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