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mercoledì 2 luglio 2008
"Necromania" di Ed Wood (1971)
La bruttezza dei film di Ed Wood, consacrata dalla cinebiografia di Tim Burton, è così leggendaria da non potere più essere considerata bruttezza. Lo stile del "peggior regista di sempre", sopravvive anche nelle sue produzioni di fine carriera. Prendiamo questo Necromania del 1971, un hardcore girato a costi bassissimi, con attori bruttini e un set allestito derubando qualche castello dei mostri di un luna park. Per alcuni è serie zeta, per altri è lo sbocco naturale di un autore che ha sognato per tutta la vita di essere Tod Browning o James Whale, e che nel cuore degli anni settanta credeva ancora nell'estetica degli horror Universal in bianco e nero.
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Ed Wood,
Film Anni 70,
Pornazzi leggendari
giovedì 26 giugno 2008
Gorilla assassini tra i nudisti
1965: i fedelissimi del cinema nudista sono ormai stanchi di film che mostrano solo tette e culi, e invocano a gran voce una trama che possa tenerli avvinghiati alle poltrone. Il regista Barry Mahon s'inventa perciò The beast that killed women, storia di un gorilla che perseguita un campo di nudisti e di tanto in tanto ammazza qualche avvenente gnoccona. I crimini dello scimmione sembrano lasciare indifferenti i campeggiatori superstiti, tant'è vero che quando gli addetti della Morgue prelevano il cadavere dell'ennesima vittima, tutti continuano a giocare allegramente a pallavolo.
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Film anni 60,
Film Nudisti
mercoledì 25 giugno 2008
Hai mai visto "Membri privati" con Joe La Mazza?
In Bella di giorno di Luis Bunuel (1967) Catherine Deneuve conduceva la doppia vita di moglie devota e prostituta di lusso. Il film del maestro spagnolo è stato più volte oggetto di remake trashosi, da Brutti di notte con Franco e Ciccio a Moana bella di giorno con l'immortale Moana Pozzi. La palma del rifacimento più eccentrico spetta però a Privè - L'altra donna del compianto Bruno Mattei, che trasporta la vicenda nel sottobosco romano del cinema a luci rosse. I fessi grideranno al delitto di lesa bunuelità, gli esteti protesteranno perché la protagonista Monica Ceci non è avvenente quanto la Deneuve, nè quanto la Pozzi, e forse nemmeno quanto Ciccio Ingrassia. Eppure Privè è un magnifico esempio di meta-trash, con l'universo del cinema di serie zeta che riflette su se stesso. Il film è tutto un fiorire di citazioni autoironiche, dal regista hard che parla con un accento da Ispettore Clouseau e che annuncia "Qui metteremo la statua del dio Amone, con il suo cazzone" alla commessa del videostore che chiede alla protagonista "Hai mai visto Membri Privati con Joe La Mazza?", dalle pornoattrici che rievocano i fasti di Molly la Porca e di Cappuccetto Rotto al sacerdote egizio che pronuncia formule degne di Gennaro D'Auria. Il tutto ci dimostra che è da imbecilli prendere in giro un regista come Mattei, il quale possedeva la rara capacità di sapersi prendere in giro da solo.
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Bruno Mattei,
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Trash Contemporaneo
giovedì 19 giugno 2008
Hare Krishna impasticcati
Acid delirio dei sensi (1968) di Giuseppe Maria Scotese è uno strano oggetto a metà tra il film a episodi e il documentario. Seguendo la tradizionale formula del mondo movie alla Jacopetti, Scotese un po' predica contro il viziaccio dell'LSD, un po' ne approfitta per mostrare le tette di qualche figlia dei fiori. Il prologo del film è memorabile. Il narratore, riferendosi ad alcuni pacifici hare krishna che pregano nel Central Park, li definisce "hippies", laddove è arcinoto che gli hare krishna sono castissimi mentre gli hippies copulano come cavie peruviane. Non paga della figurimmerda, la voce fuori campo continua descrivendo gli hippies come "eredi dei Beatle" (senza la esse), sebbene il movimento hippy nasca in California negli anni in cui i Fab Four facevano ancora da supporto a Tony Sheridan. Ma alla fine chi se ne frega, questi giovani sono tutti capelloni e drogati. Dopo Acid, Scotese diresse nel 1974 I miracoli accadono ancora, storia di una ragazza scampata a un incidente aereo grazie alla sua fede in Gesù bambino.
EDIT: Nei commenti il nostro lettore Paninho Santos ci fa notare che la voce fuori campo non dice "beatle" ma "beatnik". Il massimalismo trash ha colpito anche noi.
EDIT: Nei commenti il nostro lettore Paninho Santos ci fa notare che la voce fuori campo non dice "beatle" ma "beatnik". Il massimalismo trash ha colpito anche noi.
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Film Anni 70,
Mondo-Movie
lunedì 16 giugno 2008
Gabriele D'Annunzio e la vendetta di Priapo
Poiché la notizia del giorno consiste nella pubblicazione in anteprima, da parte del blog Peskamatura, delle tracce di Italiano per la Maturità 2008, Trashopolis vuole concedersi un fuori programma. Niente clip trashosa, per oggi, ma alcune sequenze di Saffo e Priapo, il leggendario cortometraggio erotico del 1922 che la tradizione attribuisce a Gabriele D'Annunzio. Tra le tracce di Peskamatura, infatti, spicca l'analisi del testo della poesia Il tiglio nostrale, opera poco nota del poeta pescarese (fu scoperta da Luciano Anceschi nel 1972, all'interno del cosiddetto "Faldone Scamunerico" conservato nel Vittoriale). Viene da sorridere ai commenti dei maturandi, che ritengono questa poesia un falso: a quanto pare nelle Superiori si studia soltanto La pioggia nel pineto e, se il professore è particolarmente preparato, Il piacere. Non possiamo invece garantire sull'autenticità di Saffo e Priapo, spuntato a sorpresa una decina d'anni fa durante le Giornate Del Cinema Muto di Pordenone. Trattasi di erotismo d'epoca, con due ricche signore che lesbicheggiano mentre le didascalie - tipicamente dannunziane - recitano: "Le tue labbra sono i margini d'una ferita ardente, i tue seni due scudi dalle punte aguzze, la tua natura è un fiume di porpora colmo di miele, l'umida grotta marina ove si frange l'onda del piacer mio!". Sorprese dalla cameriera Ninetta, le viziose puniscono la ragazza con una sculacciata e vanno via. A questo punto sopraggiunge un "pio abate", che secondo alcuni è lo stesso d'Annunzio, secondo altri un sosia perfettamente somigliante. Il mistero non è mai stato svelato, anche se l'IMDB attribuisce la regia del film a Gabriellino D'Annunzio, figlio del poeta e regista di alcuni film muti, tra i quali un costosissimo Quo vadis. Il resto della vicenda potete vederlo in questa clip. Approfittiamo dell'occasione per fare gli auguri ai maturandi. Buona fortuna, ragazzi, e cercate di non fare la fine del frate del film.
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Pornazzi leggendari
domenica 15 giugno 2008
Romina Power incontra il Marchese De Sade
Justine ovvero le disavventure della virtù (Marquis de Sade: Justine, 1969) è tutto meno che un film trash. Anzi, è un piccolo capolavoro. Regia visionaria di Jesus Franco, attori prestigiosi (ci sono Klaus Kinski, il wellesiano Akim Tamiroff e la splendida Sylva Koscina), una fotografia magnifica e una sceneggiatura che riscrive con molta intelligenza il testo originale del Divino Marchese. Justine è l'antieroina per eccellenza dei romanzi sadiani, una giovane innocente che seguendo con rigore i princìpi della morale cattolica viene punita continuamente dalla sorte; a lei si contrappone la mignottissima sorella Juliette, che grazie al suo comportamento immorale e spregiudicato vive un'esistenza lunga e felice. Bene, allora perché questo film si trova su Trashopolis? Semplice, perché nella parte della casta Justine c'è nientemeno che Romina Power, che nello stesso periodo era la protagonista di roba democristianissima come Il suo nome è Donna Rosa e Mezzanotte d'amore. In questa clip Romina è tra le grinfie del crudele pervertito Jack Palance. Ma il suo sguardo sembra suggerire: "Sono stata a letto con Al Bano, posso sopportare anche questo".
venerdì 13 giugno 2008
Omaggio alla Romania: il Dracula Messicano
La Romania ci ha appena cacciato a calci in culo dall'Europeo e adesso Studio Aperto avrà un altro motivo per infierire su questo splendido paese. Il trend che dipinge i rumeni come infidi rapitori di bambini e le rumene come ladre dei mariti delle tardone italiche sta affossando un luogo comune che, almeno, si basava su una nobile tradizione letteraria e cinematografica. Ci riferiamo all'immagine della Romania come patria dei vampiri, un archetipo percorso da Brahm Stocker come dai Vianella, da Murnau come dai fumetti di Sukia e di Zora. Cerchiamo perciò di resuscitare questo caposaldo dell'immaginario presentandovi una clip tratta da El Santo en el Tesoro De Dracula, film del 1967 che contrappone il celebre wrestler mascherato al Conte transilvanico. Sì, il film è messicano, ma chi se ne frega. Tutto ci va bene, purché non sia padano.
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El Santo,
Horror trucidi
domenica 8 giugno 2008
La nudista Blaze Starr
Sebbene lo speaker la presenti come una "famous movie queen", Blaze Starr era una spogliarellista che aveva ottenuto l'onore delle prime pagine grazie alla scandalosa relazione con il senatore della Louisiana Earl Long. Nel 1962 la grande Doris Wishman, sfruttando l'eco mediatica, propose a Blaze di esordire in un film per adulti, dal titolo Blaze Starr Goes Nudist. Un magnifico esempio di archeologia del cinema nudista, con l'operatore che fa i salti mortali per evitare di inquadrare il pelo pubico delle donnine e tutte le comparse ignude che sorridono felici come se fossero invitate a un party in piscina di Barbie e Ken.
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Film Nudisti
venerdì 6 giugno 2008
Alcune donne meritano di morire
The Curse of Her Flesh (1968) è il capitolo centrale della trilogia della carne di Michael Findlay, aperta da The touch of her flesh e conclusa da The kiss of her flesh. La vicenda dei tre film ruota intorno ai delitti di Richard Jennings (interpretato dallo stesso Findlay), che si trasforma in serial killer dopo aver scoperto i tradimenti della moglie. Sesso e violenza a budget zero dal registaccio che finse di inventare lo snuff movie, e che fece una fine orrenda morendo decapitato dalle pale di un elicottero. Notevoli i titoli di coda con una cinepresa traballante che riprende una lavagna scolastica, ma anche l'arpionatura della donna nuda e il duello finale sul camion hanno qualcosa di magico.
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Film anni 60,
Horror trucidi
sabato 31 maggio 2008
Viva la revolución
Due anni dopo lo scandalo Watergate, in un clima di sfiducia verso le istituzioni politiche, il simpatico pornografo statunitense Perry Dell diresse The dicktator (1974), bizzarro film a metà tra la satira politica e il softcore il cui titolo giocava sull'assonanza tra i termini dictator e dick. La trama ruotava intorno a un virus diffuso dai governi mondiali per combattere la sovrappopolazione e impedire ai cittadini di procreare. Un pornobagaglino d'altri tempi, con i sosia dei leader mondiali intenti a copulare davanti alla cinepresa. E, durante una riunione alla Casa Bianca, non manca nemmeno una leader rivoluzionaria infuriata che si strappa il reggipetto al grido di "Viva la revolución".
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Film Anni 70,
Pornazzi leggendari
venerdì 30 maggio 2008
Schiave bianche a Chinatown
Il sentimento anticinese e le annesse leggende metropolitane non sono una peculiarità degli ultimi anni. Già nel 1966 il regista Joseph P. Mawra (che i nostri fedelissimi conoscono per lo sconvolgente lesbodocumentario Chained Girls) fomentava l'odio contro la Cina con White Slaves of Chinatown. Protagonista è Olga (Audrey Campbell), crudele maitresse al soldo dei cinesi che plagia la mente di brave ragazze wasp per costringerle a prostituirsi in Oriente. Al di là della propaganda xenofoba, questo raro e curiosissimo film testimonia che il femdom era praticato con gioia anche dalle vostre mamme. Non dalla mia, che è una signora perbene.
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Film anni 60
martedì 27 maggio 2008
Archeologia polselliana
Cosa faceva un maestro come Renato Polselli un decennio prima di dedicarsi al porno-psichedelico di Oscenità, La verità secondo Satana e Rivelazioni di uno psichiatra sul perverso mondo del sesso? Si dedicava all'horror, emulando la Hammer Film, Roger Corman e alcuni maestri del gotico all'italiana come Riccardo Freda e Mario Bava. Solo che il buon Polselli non aveva tra le mani Christopher Lee ma Isarco Ravaioli, qualche bonazza e un cast di perfetti sconosciuti. Inoltre le sceneggiature tendevano già allo sproloquio che caratterizzerà i capolavori degli anni settanta, e con lo stentatissimo budget a disposizione non ci organizzavi nemmeno una buona festa di Halloween. Godetevi la scena finale dell'Amante del Vampiro (1960), horror polselliano dimenticato da tutti e per questo indimenticabile.
lunedì 26 maggio 2008
L'incredibile Salomè dei femminielli!
Esiste forse qualcosa che ha maggior diritto di cittadinanza su Trashopolis di una Salomè di Oscar Wilde trasformata in musical, interpretata da un cast di travestiti di un teatrino off di Trastevere, diretta dal regista abituale di molti film di Edwige Fenech e distribuita quasi di nascosto in tre o quattro sale? Gay Salomè (1980), rarissima prova d'autore di Michele Massimo Tarantini, è tutto questo e molto di più. Per il protagonista Vinicio Diamanti, esuberante drag queen imprigionata in parti da frocione in film macchiettistici come Il vizietto 2 e Delitto al Blue Gay, si tratta dell'occasione di una vita. Ma i risultati agghiaccianti sono visibili in questa clip.
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Film Anni 80
giovedì 22 maggio 2008
'O Mariuolo - Anche noi produciamo il trash!
Abbiamo raggiunto l'importante traguardo delle 200.000 visite e vogliamo festeggiare l'evento con qualcosa di speciale. Vi presentiamo perciò 'O Mariuolo, un videoclip del 1996 diretto da Ciro Ascione, Fabio Maiello e Claudio Gargano. Sì, avete letto bene. Ciro Ascione è proprio Kuros, il creatore di Trashopolis. Il 1996 è stato un momento d'oro per il trash napoletano, con centinaia di neomelodici che affittavano spazi delle TV private per mandare in onda video autoprodotti, convinti di raggiungere la fama grazie all'esposizione mediatica. Oltre a collezionare il peggio di questi video, decidemmo di realizzarne uno molto più squallido e schifoso rispetto allo standard. La storia di uno sfigatissimo ladro ucciso dalla polizia, che ripercorre in musica la sua vita lagnandosi e autocommiserandosi. E adesso qualche nota di produzione.
- Il coautore del video, Fabio Maiello, è critico cinematografico, saggista e autore del libro-intervista Dario Argento - Confessioni di un maestro dell'horror. Claudio Gargano fu invece coinvolto nell'operazione perché possedeva un'ottima telecamera e una centralina di montaggio, ma ruppe continuamente i coglioni e riuscì persino a smarrirsi nel Parco di Capodimonte durante la prima giornata di riprese.
- Il protagonista maschile è il cabarettista Roberto Nucci, apparso un paio di volte al Costanzo Show. Nel corso delle riprese a Via Caracciolo, Roberto fece credere di essere un autentico neomelodico, che stava girando un video "sui problemi di Napoli". Poi distribuì autografi all'immancabile sciame di cuozzi che subito si materializzò in presenza di una telecamera e di un divo emergente.
- Rosanna Antignani, nella finzione sorella di Roberto, nella vita era la sua fidanzata. Titti Selvaggio, nella finzione fidanzata di Roberto, nella vita è la compagna di Kuros. Nello stesso periodo in cui interpretava la cafonissima Susetta, Titti si stava laureando in Gnoseologia con una tesi dal titolo Pensare e conoscere in Kant.
- Mario Nastri, il fratello traditore, è un cabarettista che spesso ha lavorato in coppia con Roberto Nucci. La madre del mariuolo, Ornella Nucci, è la madre di Roberto anche nella realtà. Il signore anziano che riceve la testimone di Geova è Gaetano Autiero, affermato impresario funebre (questo per dimostrare che il nostro entourage non ha nulla da invidiare a Six Feet Under).
- Massimo Vista, che attualmente fa l'operaio a Manchester, appare in un doppio ruolo: quello del travestito e quello del panzone a cui il mariuolo ruba la ciambella. La sceneggiatura non prevedeva la presenza di un travestito, ma di una ragazza. Solo che la ragazza interpellata ci diede buca all'ultimo momento, e con profondo stoicismo Massimo accettò di vestirsi da donna. Meglio, glielo imponemmo.
- Tutti e tre i registi appaiono in una piccola parte. Fabio Maiello è il poliziotto, Claudio Gargano è il passante derubato al luna park, Ciro Ascione è il tizio a torso nudo che manda via la testimone di Geova.
- Armando Lombardo, autore dell'unico effetto speciale del video (il colpo di pistola sulla fronte del protagonista), è diventato davvero un digital artist, ed è persino schedato sull'IMDB.
- Le musiche della sequenza d'apertura e quelle dei titoli di coda sono del grande Henry Mancini, e sono rubate dalla colonna sonora dell' Infernale Quinlan di Orson Welles. La canzone del mariuolo è invece un adattamento della sdolcinatissima Paradise di Phoebe Cates.
- Il video arrivò in finale alla prima edizione del Premio Troisi, dove ottenne il Premio del Pubblico. Gli organizzatori ci accusarono di aver truccato le votazioni. Noi restituimmo il premio, prendendo gli organizzatori a male parole. Insomma, la solita routine. Non siamo mica normali, dopotutto.
- Il coautore del video, Fabio Maiello, è critico cinematografico, saggista e autore del libro-intervista Dario Argento - Confessioni di un maestro dell'horror. Claudio Gargano fu invece coinvolto nell'operazione perché possedeva un'ottima telecamera e una centralina di montaggio, ma ruppe continuamente i coglioni e riuscì persino a smarrirsi nel Parco di Capodimonte durante la prima giornata di riprese.
- Il protagonista maschile è il cabarettista Roberto Nucci, apparso un paio di volte al Costanzo Show. Nel corso delle riprese a Via Caracciolo, Roberto fece credere di essere un autentico neomelodico, che stava girando un video "sui problemi di Napoli". Poi distribuì autografi all'immancabile sciame di cuozzi che subito si materializzò in presenza di una telecamera e di un divo emergente.
- Rosanna Antignani, nella finzione sorella di Roberto, nella vita era la sua fidanzata. Titti Selvaggio, nella finzione fidanzata di Roberto, nella vita è la compagna di Kuros. Nello stesso periodo in cui interpretava la cafonissima Susetta, Titti si stava laureando in Gnoseologia con una tesi dal titolo Pensare e conoscere in Kant.
- Mario Nastri, il fratello traditore, è un cabarettista che spesso ha lavorato in coppia con Roberto Nucci. La madre del mariuolo, Ornella Nucci, è la madre di Roberto anche nella realtà. Il signore anziano che riceve la testimone di Geova è Gaetano Autiero, affermato impresario funebre (questo per dimostrare che il nostro entourage non ha nulla da invidiare a Six Feet Under).
- Massimo Vista, che attualmente fa l'operaio a Manchester, appare in un doppio ruolo: quello del travestito e quello del panzone a cui il mariuolo ruba la ciambella. La sceneggiatura non prevedeva la presenza di un travestito, ma di una ragazza. Solo che la ragazza interpellata ci diede buca all'ultimo momento, e con profondo stoicismo Massimo accettò di vestirsi da donna. Meglio, glielo imponemmo.
- Tutti e tre i registi appaiono in una piccola parte. Fabio Maiello è il poliziotto, Claudio Gargano è il passante derubato al luna park, Ciro Ascione è il tizio a torso nudo che manda via la testimone di Geova.
- Armando Lombardo, autore dell'unico effetto speciale del video (il colpo di pistola sulla fronte del protagonista), è diventato davvero un digital artist, ed è persino schedato sull'IMDB.
- Le musiche della sequenza d'apertura e quelle dei titoli di coda sono del grande Henry Mancini, e sono rubate dalla colonna sonora dell' Infernale Quinlan di Orson Welles. La canzone del mariuolo è invece un adattamento della sdolcinatissima Paradise di Phoebe Cates.
- Il video arrivò in finale alla prima edizione del Premio Troisi, dove ottenne il Premio del Pubblico. Gli organizzatori ci accusarono di aver truccato le votazioni. Noi restituimmo il premio, prendendo gli organizzatori a male parole. Insomma, la solita routine. Non siamo mica normali, dopotutto.
lunedì 19 maggio 2008
Innamorarsi di una mucca
Il nostro amico Riciard ci ha coinvolti in un odiosissimo meme, ovvero in una di quelle catene di Sant'Antonio che servono ai blogger per linkarsi a vicenda e per scalare le classifiche Technorati. Detesto i meme, quindi partecipo all'iniziativa solo per parlarne male. Le regole del gioco consistono nell'indicare un personaggio letterario e un personaggio cinematografico di cui siamo innamorati, dopodiché passare la palla ad altri sei blogger invitandoli a fare altrettanto. Per prima cosa nominiamo i blogger: chiedo a Scustumato, Nimesulide, Hidalgo Velasquez della Sfaccimma della Gente, 'O Fumettista, la gang di Gennarodauria.it e Waxen di aderire alla stronzata. Non si offendano gli esclusi, ho tenuto di proposito fuori le persone perbene. E ora ecco le risposte. Come personaggio letterario, senza esitazione, scelgo me stesso, essendo il protagonista assoluto (nonché l'autore) del meraviglioso Troll - Come ho inguaiato Internet (Tea, 2006). Come personaggio cinematografico scelgo la mucca di Sassy Sue, magnifico pornazzo del 1973 di Bethel Buckalew, una cosa a metà tra Tobacco Road di John Ford, Furore di Steinbeck e i fumetti di Lil'Abner. L'epico racconto di una famiglia di campagnoli del Profondo Sud, sempre intenti a copulare con le cugine, a incastrarsi nella tazza del water e a corteggiare un magnifico esemplare di mucca, tra canzoncine country e nostalgie del Ku-klux-klan.
domenica 18 maggio 2008
Tarkan contro il polipone
Riecco il formidabile Tarkan turco, protagonista del capolavoro di Mehmet Aslan Tarkan Viking kani (Tarkan contro i vichinghi). Stavolta il suo avversario non è una vichinga in topless ma un vorace polipone di gomma, che galleggia crudele nelle acque del Mar Nero, più immobile di un bustone di plastica e più piatto del seno di una femminista anoressica. Il fidato cane Kurt corre in soccorso dell'eroe, e incurante del pericolo si tuffa in mare. Meglio, ce lo buttano quelli della troupe. Possiamo comunque assicurarvi che nessuna piovrazza di gomma è stato maltrattata durante le riprese.
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Tarzanelli
venerdì 16 maggio 2008
Racconti erotici dalla tomba della mummia
Zio Tibia ci ha insegnato che le creature sovrannaturali funzionano a meraviglia quando presentano un horror. Se però una mummia viene scelta come presentatrice di un film erotico a episodi, finiamo in una terra di confine tra follia e culto. Accade in un film di Anthony Balch del 1970, che è circolato con almeno tre titoli: Secrets of Sex, Bizarre e soprattutto Erotic Tales From The Mummy's Tomb. Meravigliosa la scena di apertura, con la tormentatissima mummia che sogna di prendere a pomodorate un gruppo di ragazze troppo provocanti. Psichedelia allo stato puro, non è infatti un caso che Balch fosse grande amico dello scrittore William S. Burroughs. Che gli passava tutte le droghe scadute.
Il Batman dei poveri
1966: la Batmania impazza, i telefilm dell’uomo pipistrello spopolano nel mondo, l’eroe di Gotham City ha smesso di essere il cupo vendicatore dei fumetti delle origini per diventare un'icona della cultura pop. Intanto lo sconosciuto regista Ray Dennis Steckler, che in precedenza aveva diretto The Incredibly Strange Creatures Who Stopped Living and Became Mixed-Up Zombies, sta girando un cupo film noir dal titolo The Depraved. Il film sta riuscendo uno schifo, persino per gli standard di Steckler. L’autore non si perde d’animo e decide di trasformare The Depraved in una parodia. Chiama due cretini, gli fa indossare un paio di calzamaglie rattoppate e crea Rat Pfink e Boo Boo, versioni supereconomiche di Batman e Robin. La produzione è talmente scalcagnata che il titolista inciampa in un refuso: il film si chiamerà perciò Rat Pfink a Boo Boo, anziché Rat Pfink and Boo Boo. Sebbene lo scopo del filmastro sia umoristico, ci viene in mente una delle frasi scritta alla lavagna da Bart Simpson per punizione: “Loro non ridono per me, ridono di me”.
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giovedì 8 maggio 2008
"Snuff", il finto snuff movie
1971: l'America è ancora scossa dalla strage di Bel Air, il serial killer Charlie Manson è il secondo idolo delle teste malate subito dopo Yoko Ono, prosperano i filmastri dedicati a sette sataniche, hippy impazziti, motociclisti seviziatori e fricchettoni omicidi. Il regista Michael Findlay (noto per la trilogia erotica The touch of her flesh, The curse of her flesh, The kiss of her flesh) si inserisce nel filone con il truculento Slaughter, il tipico film che riesce a deliziare le nostre giornate più di qualsiasi muccinata. Slaughter fa così schifo che non ottiene nemmeno una distribuzione regolare, ma Findlay non si perde d'animo. Cinque anni dopo riconvoca il cast con l'aggiunta una biondina sconosciuta, e filma una sequenza di cinque minuti in cui la troupe finge di massacrare la nuova arrivata (vi presentiamo la celebre scena, interrotta sul più bello altrimenti Dailymotion ci banna a vita). Slaughter è ribattezzato Snuff, viene finalmente distribuito nelle sale e ottiene un certo successo. Il miracolo accade grazie a una furba campagna pubblicitaria, che fa credere agli spettatori che la bionda sia stata davvero assassinata dalla troupe. Ovviamente si tratta di un bidone in piena regola, ma all'epoca gli americani si fidavano persino di Nixon. Nasce così il termine snuff-movie, che successivamente verrà adoperato per indicare quei filmati infami che mostrano uccisioni autentiche ad uso e consumo dei pervertiti. Ma il primo snuff-movie della storia non è affatto uno snuff.
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Horror trucidi
martedì 6 maggio 2008
Unhappy days
The child molester (1964) è uno short prodotto dalla polizia statunitense, che veniva proiettato nelle scuole elementari per mettere i bambini in guardia dal rischio pedofilia. A metà tra il documentario e la fiction, il corto racconta la tragedia di due ragazzine seviziate e uccise da un maniaco; allo stesso tempo dà al giovanissimo pubblico indicazioni su come reagire alle avances dei malintenzionati. Intento nobilissimo, ma quasi mai ci è capitato di vedere un filmato così inquietante. Lasciamo perdere il lato trash della cosa, la recitazione da filodrammatica, la regia quasi amatoriale. Ci sconvolge molto di più la presenza di molestatori di bambini in un contesto vintage che abbiamo sempre associato a Fonzie, agli orologi della Fossil e alle canzoni di Frankie Avalon.
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