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mercoledì 14 maggio 2008

Emanuelle, le monache, il giardiniere e le collegiali inquiete



Quando ci sono di mezzo monache e giardinieri, di solito la situazione si fa torrida. Lo aveva già capito sette secoli fa Giovanni Boccaccio nella novella di Masetto di Lamporecchio, che “si fa mutolo e diviene ortolano di uno monistero di donne, le quali tutte concorrono a giacersi con lui”. Se poi la suora si chiama Emanuelle ed è interpretata dalla bellissima Laura Gemser, la sexy-eroina che osò sfidare la Emmanuelle con due emme di Sylvia Krystel, il termometro sale ancora di più. Mettiamoci in mezzo anche un paio di collegiali inquiete e mezze lesbiche, una delle quali è nientemeno che Monica Zanchi appena diciottenne. Il risultato è Suor Emanuelle (1977) di Giuseppe Vari. Cosa ci si può aspettare da una simile miscela? Guardate la clip e lo scoprirete.

domenica 20 aprile 2008

L'integrazione etnica secondo Gianni Dei



Film insolito, questo La Cameriera Nera di Mario Bianchi (1976). Innanzitutto il protagonista maschile è il carciofissimo Gianni Dei, l'attore più cynaresco della storia del cinema italiano, che nelle intenzioni degli autori dovrebbe ricoprire la parte del bel ragazzo. Un ulteriore motivo di interesse è dato dalla contaminazione tra farsa blandamente sporcellosa e satira politica: da notare come l'extraparlamentare di sinistra Gianni Dei e il suo compare anarchico adoperino, parlando della bella governante africana Carla Brait, le espressioni "negretta" e "cioccolato fondente". Il politicamente corretto era ancora lontanissimo.

martedì 25 marzo 2008

La Madame Bovary di Edwige Fenech e Gianni Dei



Altro che supplenti maliziose e Ubalde tutte calde. L'icona dell'erotismo Edwige Fenech qui si cimenta con il capolavoro di Gustave Flaubert, nel film I peccati di Madame Bovary, diretto nel 1969 dall'austriaco Hans Schott-Schöbinger (già autore del classico Andrea, die kleine Nymphomanin). Il romanzo di Flaubert era già stato portato sullo schermo da autori come Jean Renoir e Vincente Minnelli, ma l'idea di affidare il ruolo di Emma Bovary alla nostra Edwige e di trasformare l'opera in una commedia sexy è qualcosa che va oltre l'umana immaginazione. La parte del romantico Léon Dupois va a Gianni Dei, metà uomo e metà broccolo, che tanto abbiamo apprezzato come vegetale umano in Patrick vive ancora. Se qualcuno ci chiede per quale motivo abbiamo limitato ai preliminari la scena di sesso tra Emma e Léon, garantiamo che il problema non era rappresentato da Edwige Fenech nuda, ma dalla faccia di Gianni Dei.

sabato 16 febbraio 2008

Come andare in bianco con Cicciolina



Sembra incredibile, ma c'era un tempo in cui Cicciolina non era così generosa con uomini, donne, serpenti nonché con il mitico cavallo. In questa scena tratta da L'Ingenua (1975), commedia sexy-familiare diretta da Gianfranco Baldanello, Ilona Staller non solo se la tira quanto una futura ex-vergine, ma si spinge addirittura a mollare il due di picche al proprio spasimante. Un'ulteriore nota surreale è rappresentata dal doppiaggio: Cicciolina non sfodera l'immortale accento da fatina ungherese che tutti conosciamo, ma si esprime con un pastoso accento veneto.

mercoledì 23 gennaio 2008

Edwige Fenech, Valerio Fioravanti e gli ani di piombo



Niente paura, ragazzi. Trashopolis non fa parte di quei siti che scambiano per cinema trash la commedia sexy all'italiana. Se abbiamo deciso di proporvi queste sequenze di Grazie... nonna, film del 1975 diretto da Franco Martinelli, lo facciamo per una giusta causa. Il film non c'entra niente, è il solito clone di Malizia condito da turbamenti erotico-familiari. Il ragazzo dagli ormoni sconvolti che concupisce la stupenda Edwige Fenech è però Valerio Fioravanti (nome d'arte Giusva Fioravanti), che solo due anni più tardi fondò i NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari), gruppo eversivo di ispirazione neofascista. Il curriculum di Fioravanti terrorista è più spettacolare della sua filmografia: reo confesso di vari omicidi, invischiato nelle trame della loggia P2 e della Banda della Magliana, coinvolto nell'assassinio del giornalista Mino Pecorelli (nemico giurato di Giulio Andreotti), del presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella e del magistrato Mario Amato. Condannato all'ergastolo come esecutore materiale della strage di Bologna del 2 Agosto 1980 (85 morti e 200 feriti), Fioravanti ha sempre negato di essere il responsabile dell'attentato, forse perché temeva che tale accusa potesse rovinargli l'immagine. Non dimentichiamoci che nel 1968 Valerio Fioravanti era stato uno dei bambini più amati d'Italia, il figlioletto vivace ma dal cuore d'oro di Enrico Maria Salerno nella miniserie La Famiglia Benvenuti. Forse sarebbe opportuno mandare gli agenti della Digos a pedinare i nipotini di Nonno Libero, la prevenzione è importante.