"I libri di storia, ancora oggi condizionati dalla retorica della Resistenza, saranno revisionati, se dovessimo vincere le elezioni. Questo e' un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione".
Lo ha affermato ieri Marcello Dell'Utri, nella stessa giornata in cui ha tessuto l'elogio dello stalliere mafioso Mangano e di Luciano Moggi. Vive proteste della nipote di Pietro Pacciani, offesissima perché il prestigioso esponente di Forza Italia si è dimenticato di suo nonno.
OK. Questa è una sequenza di Fratello Homo, Sorella Bona (1972) di Mario Sequi. E' uno dei tanti sottoprodotti del Decameron di Pasolini. E' ambientato nella Firenze del Trecento. Il cantante che intona lo stornello si chiama Sergio Leonardi. E che c'entra? C'entra, c'entra. Forse non tutti sanno che il vostro amato Kuros fa l'insegnante. Dato che Dell'Utri vuole revisionare i libri di storia, il sottoscritto, in base all'articolo 33 della Costituzione (libertà di insegnamento), vuole insegnare la storia della Firenze medievale mostrando ai suoi alunni il film Fratello Homo, Sorella Bona. E niente altro. Al diavolo Dante, Petrarca, i guelfi, Cimabue, Giotto e Castruccio Castracani.
Oppure devo essere eletto nelle liste di Forza Italia, per avere il diritto di sparare cazzate?
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mercoledì 9 aprile 2008
Riscriviamo la storia, nonostante Dell'Utri
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giovedì 3 aprile 2008
I zozzoni di Joe D'Amato e il ritorno di Giornalettismo
Per quanto fosse considerato un capolavoro dalla critica ufficiale, il Decameron di Pasolini ebbe una profonda influenza sul trash all'italiana, dando vita al cosiddetto genere decamerotico. Tra i sottoprodotti del capolavoro pasoliniano ricordiamo Fratello homo sorella bona, E si salvò soltanto l'Aretino Pietro con una mano avanti e l'altra indietro, Metti lo diavolo tuo ne lo mio inferno, Donne e magia con Satanasso in compagnia, Quant'è bella la Bernarda tutta nera e tutta calda. Anche il versatile Aristide Massaccesi (in arte Joe D'Amato, Michael Wotruba e un fantastiliardo di altri pseudonimi) si inserì nel filone, dirigendo nel 1974 questo Novelle licenziose di vergini vogliose. Nel film Giovanni Boccaccio (Stefano Oppedisano) sogna di finire all'inferno, nel girone dei zozzoni, torturato da un Belzebù barese (Giovanni Di Bella). Un trashone girato con pochissimi mezzi ma con una fotografia da urlo (oltre ad essere regista, Massaccesi era un operatore formidabile).
Dedichiamo questo post agli amici fraterni del sito Giornalettismo, che dopo una chiusura di quattro mesi torna online con una nuova veste grafica ma con gli stessi zozzoni di sempre (Gregorj, Loska, Dinophis, Ricchiuti e compagnia bella) in redazione. Al nucleo storico di Giornalettismo si sono aggiunte altre blogstar (tra cui gli angelici Comicomix) che con il tempo imparerete a conoscere e ad amare in maniera quasi morbosa. A proposito, tra i vari collaboratori di Giornalettismo ci sono anch'io. Cosa sarebbe quel sito senza di me?
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