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giovedì 8 maggio 2008

Ho comprato un paniere pieno di droga



Questa canzone di Luca Vignati del 1996, intitolata 'O Panaro, spaccò Napoli in due. Qualcuno apprezzò la provocazione dell'artista, che raccontava di aver comprato un paniere pieno di droga e di averlo adoperato per ricucire il problematico rapporto con la fidanzata Carmelina; molti altri rimasero invece scandalizzati, essendo la droga un argomento da trattare solo in chiave lagnosa e commiseratoria. Il mondo dei neomelodici ostracizzò Vignati, reo di scorrettezza politica in un ambito dove l'umorismo alla Simpson non era bene accetto, e il cantante sparì rapidamente dalle scene. Per vostra fortuna Trashopolis è riuscita a recuperare un breve spezzone del Panaro, videoclip maledetto e introvabile, considerato ormai dalle nuove generazioni una leggenda metropolitana. Ghezzi ci fa una pippa, i film armeni che vanno in onda a Fuori Orario ve li tirano appresso persino all'Auchan.

venerdì 2 maggio 2008

Il peana interrotto del vecchio rattuso



La parola "rattuso" ha mille sfaccettature, e anche cercandola su Google non si ottiene una spiegazione esaustiva. Il rattuso non è il maniaco sessuale, l'erotomane o lo sporcaccione tout court; trattasi invece di una figura socialmente quasi accettabile, la cui ossessione per l'avvenenza femminile e per il sesso si colloca in quella impercettibile linea di confine tra l'eccesso e la molestia. Se le parole non bastano, le immagini possono forse rendere l'idea. Nel corso del festival Il Pomo d'Oro tale Antonio Esposito, purissimo esemplare di vecchio rattuso, svela la propria filosofia di vita. Contemplando l'appetitoso culo di una ragazza del Cilento, Esposito stura il tappo del proprio stream of counsciousness ed enumera senza alcun pudore le proprie irrealizzabili fantasie. Da notare l'uso della parola "fiore" per indicare l'organo sessuale maschile, forse una reminiscenza della lirica stilnovista (ai tempi dello Stil Novo, infatti, Esposito era già maggiorenne). Purtroppo il brano si interrompe per un'imperdonabile distrazione della mia compagna Titti, che inavvertitamente toccò il telecomando del VCR nel corso della registrazione.

mercoledì 30 aprile 2008

Il Michael Jackson napoletano



Meraviglie delle tv locali: tale Sabatino, capello ingelatinato da idolo delle pruvase e pantaloni di pelle nera come il motociclista dei Village People, si esibisce su Teleakery cantando una cover napoletana della mitica Billy Jean di Michael Jackson. Al termine della canzone Sabatino non riceve i complimenti di Quincy Jones, ma quelli altrettanto graditi di Tony Barbato, potente talent scout già visto su Trashopolis un po' di tempo fa mentre lanciava sua figlia Veronica come novella Ambra Angiolini. Purtroppo Sabatino non si è più visto in giro. Un dubbio, se Sabatino era Michael, come saranno stati gli altri quattro componenti (Jackie, Jermaine, Tito e Marlon) dei Jackson Five di Pollenatrocchia? E che faccia avrà avuto la Janet Jackson nostrana?

mercoledì 26 marzo 2008

Il grido di dolore di Addolorato Lumaca



Canzone strappacore di Addolorato Lumaca, membro di spicco della prestigiosa famiglia Lumaca e nipote di quarto grado per parte di corna del leggendario Arcangelo Lumaca. Classica e rigorosa la regia dell'operatore di Televolla: la telecamera fissa e lo sguardo nel vuoto dei due alfieri alle spalle di Addolorato fanno pensare a certi lavori sperimentali di Jean Marie Straub come Cronaca di Anna Magdalena Bach. L'invettiva che il cantante rivolge a una belle dame sans merci è così viva e pulsante da travalicare i confini dello stereotipo per trasformarsi in grido di dolore universale, simbolo straziante dell'umana sofferenza che si sublima nell'arte. Per la recensione positiva fanno duecento euro, grazie. Occhio al compare di Addolorato sulla destra: è Tony Cristaldi, futura star di Trashopolis.

venerdì 14 marzo 2008

Mrs Robinson a Secondigliano



E' usanza comune, tra i ragazzacci dell'hinterland napoletano, sfottere gli amici vantandosi di aver copulato con le loro madri. L'espressione "Me chiavo a' mammeta" ("intrattengo commercio carnale con tua madre") è tipica del gergo giovanile, così come la sua variante più nota, "Me teng a' mammeta" (che indica però una relazione più stabile e duratura con la focosa signora). La vena creativa insita nel dialetto partenopeo ha poi dato vita a un'impressionante quantità di variazioni sul tema, la più fantasiosa delle quali è di sicuro "Me 'nsapono a mammeta", ovvero "Insapono tua madre", dove l'atto del ricoprire di sapone la gentildonna allude a chissà quali innominabili pratiche kamasutriche. Cosa succede quando le liaisons dangereuses tra un giovane cuozzo e la madre di un suo amico smettono di essere pura provocazione verbale e sfociano nei fatti concreti? Prova a spiegarcelo, nella canzone Sì n'amico, il desaparecido Genny Pagano, neomelodico apparso nei primi anni novanta e dimenticato dopo una manciata di videoclip. Rivolgendosi al suo compagno più caro, Pagano celebra il valore dell'amicizia e poi lancia la sconcertante rivelazione: "Quella notte mi sono spogliato insieme a chi tu chiami mammà". Pagano sembra sinceramente pentito, la Mrs Robinson di Secondigliano è invece contentissima. Forse sperava che Genny Pagano diventasse il nuovo Paul Simon.

mercoledì 12 marzo 2008

Archetta Lumaca e la rivalità tra pruvase



Nessuna scritta in sovrimpressione ci dice come si chiami questa deliziosa cantante che interpreta il brano Il tuo uomo, ma alcune talpe bene informate ci hanno rivelato che si tratta di Archetta Lumaca, nuora dell'ormai leggendario Arcangelo Lumaca, capostipite di un'intera generazione di artisti senza volto. Spunto del raffinato brano, che rifà il verso a certi contes moreaux di Eric Rohmer, è l'amicizia tra due pruvase, messa a dura prova dalle intermittenze del cuore. Archetta, molestata telefonicamente dal fidanzato della sua migliore amica, sembra gradire parecchio che il maniaco in questione la chiami alle due di notte per ansimarle nel cellulare; allo stesso tempo non vuole sacrificare l'intenso legame che la unisce alla cornuta, e preferirebbe chiavarsi il rattuso con la benedizione di questa. Il brano non degenera in una scarica di paccheri e di mazzate, ma ci fa capire che le due sciacquette sono femmine di mondo.

lunedì 10 marzo 2008

Il pisellino di Pinocchio



C'è qualcosa di imbarazzante in questo inno alle parti intime di Pinocchio. Di doppi sensi sull'adorabile eroe collodiano se ne sono sempre fatti, basti pensare a Burattino senza fichi di Elio e le storie tese e al Penocchio a luci rosse diretto da Luca Damiano. Però, santo cielo, questo maturo cabarettista che canta "Sì nato burattino e nun tieni o' pisellino" durante una trasmissione di Antenna 3 un certo disagio. Sarà perché intorno a lui ci sono un sacco di bambini. Sarà perché l'artista, più che infondere allegria, sembra evocare un cupo spauracchio castratore. Consoliamoci con il cameo di Carmelo Lumaca, a un minuto e mezzo dall'inizio.

giovedì 6 marzo 2008

Come uccidere un soldato innamorato



La trasmissione è la celebre Provini Provini, condotta dal fascinoso Enzo Di Bruno e dalla valkiriona Chantal. Il debuttante si chiama Mario Russo e si cimenta con il superclassico della canzone napoletana O' surdato nnammurato. Un'esibizione a metà tra la tradizione e la sperimentazione rap (Russo sostituisce l' "oi vita mia" con uno "yo vita mia" che fa tanto John Cena). All'improvviso la base rallenta, forse perché si stanno scaricando le pile dell'organo Bontempi; Russo riesce però a tener testa al calo di ritmo, sfoderando tutto il suo formidabile virtuosismo.

domenica 24 febbraio 2008

Forza Juve Stabia!



Sasà Amendola, giovane ultrà finito nell'oblio dopo questo exploit, canta l'inno della sua squadra del cuore, la Juve Stabia. Fondata nel 1907, la blasonata squadra di Castellammare di Stabia ha sempre militato tra la serie C, la serie D e l'interregionale; nel campionato del 1951/52 giocò addirittura in serie B, conquistando un prestigioso ultimo posto. Orgoglioso dei trionfi delle vespe gialloblù, Amendola non celebra nella sua canzone solo la squadra di calcio, ma l'intera città di Castellammare, nota per le acque minerali, i taralli, i pescatori con la panza da fuori e gli chalet che preparano in estate l'impepata di cozze (oggettivamente squisita, non fate gli snob del cazzo e provatela). Il video si chiude con un misterioso "The hend" (This is the hend, my only frihend, the hend).

venerdì 15 febbraio 2008

La bacchetta magica di Emilio Calabrese



Non si sa più nulla di questo Emilio Calabrese, sensibile cantautore che ebbe il suo momento di gloria al Festival Amatoriale Il Pomo D'Oro, trasmesso in diretta dalla mitica Antenna 3 di Angri. Nel brano La bacchetta magica Calabrese affronta i massimi sistemi e s'interroga sui destini dell'uomo ("un giorno tutte le strade s'incroceranno / in quel punto verrà definita la nostra vita"); poi ripiega sul privato e si rivolge a un sodale "che soffre ingiustamente / a causa di un deficiente". Il cantante ha però pronta la soluzione: una bacchetta magica offerta con generosità al compagno, che potrebbe trarre piacere e soddisfazione da questo oggetto oblungo. Ma ecco irrompere la sofferenza e il male di vivere, rappresentate dagli "occhi di un bambino / che grida aiuto / con un braccio pendolante". Per fortuna la bacchetta di Emilio resta la panacea di tutti i mali. Un applausa!

domenica 10 febbraio 2008

Max, il bambino scustumato



Verso il 1998 apparve sugli schermi di Tele A l'inquietante Max, un dodicenne con gli ormoni in subbuglio che esternava la propria allupazione in un motivetto alla Buddy Holly. La sua canzone ha per oggetto i toccamenti di una coppia di ragazzini in qualche spiaggia iperaffollata di Mondragone o di Varcaturo. Max e la fidanzatina si tuffano in acqua per praticare i loro giochi proibiti, ma la loro voglia di giocare al dottore è continuamente frustrata dall'intromissione di guardoni, mamme ansiose e uno scassacazzi che viene a chiamarli. Dopo quest'esordio memorabile, il piccolo Max è sparito dalla circolazione, forse inghiottito da una balena oppure trucidato dal padre della bimbetta.

Con questo video saldiamo il nostro debito con il blogger Scustumato: avevamo infatti promesso di dedicare un video di Trashopolis al primo lettore che ci avesse aiutato in un difficile lavoro di decodifica. Siamo felici che il primo a correre in nostro aiuto sia stato proprio Scustumato, perché il suo blog è da diversi mesi una delle nostre letture preferite.

mercoledì 23 gennaio 2008

Nunzio Lumaca, lo scaccolone di Teletorre!



Nei prestigiosi studi di Teletorre, gli stessi che ebbero l'onore di ospitare la bambola assassina Pamela De Vivo e il sensibile cantautore Mino Di Torre, fa la sua comparsa un nuovo talento. Non ne siamo sicuri, ma dovrebbe trattarsi di Nunzio Lumaca, cugino di Lolita Lumaca e nipote del celeberrimo Arcangelo Lumaca. Un genio del punk partenopeo, la cui indole trasgressiva e rivoluzionaria è stata penalizzata dal boicottaggio dei media e dell'industria discografica (le tracce dell'artista si sono infatti perse dopo questa sconcertante esibizione). Novello Syd Vicious, Nunzio Lumaca ha infatti il coraggio di scaccolarsi in diretta TV, ridefinendo per sempre quel sottile confine che intercorre tra provocazione e cattivo gusto, tra necessità fisiologiche e desiderio di épater le bourgeois.

lunedì 7 gennaio 2008

W la frutta!



Nel corso del programma Napoli e le sue stelle, che andava in onda nel 2000 su Antenna 3, tv locale di Angri, un artista non identificato cantò la memorabile Ma cumm è bella a' fica, appassionato elogio della vita bucolica e delle proprietà terapeutiche della frutta. Incomprensibili le reazioni scandalizzate in studio, ma forse i sani valori della vita in campagna sono andati perduti per sempre. Il presentatore è una nostra vecchia conoscenza.

mercoledì 2 gennaio 2008

Mino Di Torre - Il lamento della lumaca



Ci sono artisti che, pur comparendo in TV una sola volta, non si dimenticheranno mai. E' il caso di questo Mino Di Torre, visto su Tele Torre una sera del 1998 e poi caduto in un immeritato oblio. Non sappiamo dire se ci impressiona di più il look androgino (giubbottino alla Fonzie e pantalone rosa-shocking da pink lady di Grease) oppure la voce suadente e confidenziale, da crooner d'altri tempi. Ci auguriamo che Di Torre abbia almeno proseguito la carriera di autore: "Vorrei ricordare che il prossimo disco di Franco Calone ci sta una canzone mia dentro, che io scrivo anche autori Calone".

sabato 29 dicembre 2007

Lo sfaticato: altro che lavoro precario e legge Biagi, io non ho voglia di fare un cazzo



Ignoriamo il nome di questo corpulento cantante che nel 1999 ha illuminato come una stella cadente le oscure nottate di Tele A. I credits indicano come autori della canzone tali G. Tiritiello e R. Di Benedetto, ma nessuno può garantire che l'artista, dalla dichiarata indole accidiosa, abbia avuto voglia di scriversi il brano da solo. 'O Sfaticato è un'opera rivoluzionaria. L'anonimo panzone decide infatti di andare controcorrente rispetto agli stereotipi della canzone neomelodica, burlandosi di quei cantanti che si lamentano delle difficoltà della vita e dell'impossibilità di trovare un lavoro. Lui no, avrebbe tutte le porte aperte, un padre che vorrebbe mandarlo all'università e una madre che, grazie a raccomandazioni mastelliane, gli ha trovato il posto fisso. Ma chi se ne frega, l'artista dichiara di non avere voglia di fare un cazzo, e si aggira canterino nella periferia operaia mondragonese, tra camion e fabbriche, urlando ai quattro venti le gioie del dolce far niente. C'è qualcosa di felliniano in questo video, con Alberto Sordi che nei Vitelloni faceva il gesto dell'ombrello ai lavoratori. L'artista irride inoltre a tutta quella retorica secondo la quale il mestiere di cantante prevede sacrifici, studio, impegno e gavetta: il mondo dello spettacolo è identificato con il cazzeggio, con la sfaticatezza tout court. L'ultima inquadratura vede il nostro Mito entrare in un'auto guidata da uno sconosciuto e allontanarsi verso l'orizzonte. Non lo vedremo mai più.

sabato 22 dicembre 2007

Mario Sei e la lacrima sul viso



Spezzone tratto dal programma Provini Provini, condotto dal fascinoso Enzo Di Bruno e dalla sua statuaria compagna Chantal. Una vetrina di nuovi talenti che, alla fine degli anni 90, illuminava le serate di Tele A. Il debuttante si chiama Mario Sei (della scuderia di Ciro De Rosa, mica cazzi) e ci delizia con la sua interpretazione del classico di Bobby Solo Una lacrima sul viso. Grandissima performance e regia strepitosa, soprattutto nelle inquadrature che precedono l’esibizione del baldo giovane.

domenica 16 dicembre 2007

Lucia Morello contro Moby Dick



Per la prima e ultima volta su Trashopolis ecco Lucia Morello, cantante neomelodica apparsa a metà degli anni '90, della quale non si hanno purtroppo più notizie. Strano che un'artista dotata di una tale prorompente sensualità e di un timbro vocale così intenso non si sia imposta con prepotenza nel mondo della canzone. Nel videoclip Guardame la Morello racconta la storia di un tormentato triangolo amoroso. Da un lato c'è lei, l'artista, che teme che il marito non l'ami più perché non le impedisce di uscire in minigonna e perché non telefona alla suocera tutto incazzato; dall'altro c'è la perfida rivale, nella cui imponente figura si ravvisa un omaggio a Herman Melville e a Moby Dick.

venerdì 7 dicembre 2007

Peppe Boccardo, il nonno del P2P



Tanto tempo fa, prima della nascita di Napster e Kazaa (per non dire ovviamente di Emule e di Bittorrent), Peppe Boccardo diffondeva con tenacia la cultura cinematografica nell'hinterland napoletano. Il Boccardo gestiva infatti, tra gli anni '80 e gli anni '90, una splendida bancarella di VHS pirata a Torre Del Greco, in una fase in cui tutti i cinema cittadini avevano chiuso i battenti oppure erano passati alle luci rosse. Oltre a lavorare come operatore culturale, Peppe coltivava velleità canore. Verso il 1996 questo coraggioso imprenditore autoprodusse una raccolta di videoclip nei quali si esibiva in canzoni di sua composizione. L'artista era estremamente fiero del proprio timbro vocale, simile a quello di Fred Buscaglione, e sosteneva che le sue canzoni fossero un sottofondo ideale per un incontro intimo tra due innamorati. Grande amico del compianto Gaetano Gargiulo, Peppe Boccardo gli fu addirittura vicino nell'ora suprema. Trashopolis è fiera di presentare un medley di alcune tra le sue composizioni più famose: Me ricordo, A' povera famiglia, Core povero. Non siamo purtroppo mai riusciti a reperire la seconda raccolta di videoclip di Boccardo nella quale, a detta dell'autore, si vedevano cose straordinarie, come "il batterista di Gigione che si arrampica su un albero".

sabato 29 settembre 2007

L'estasi di Piero Cucco


Un cantante ignoto, ma dalle doti vocali eccelse, illumina come una meteora una maratona elettorale di Teleakery. Ignoriamo il nome dell'Artista, del quale possediamo solo questa rara e brevissima clip. Non aggiungiamo altro. Lasciamo che il Sublime parli ai vostri cuori.

Edit: Ringraziamo Lello81x che ci ha svelato il vero nome del cantante: Piero Cucco.