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martedì 1 luglio 2008

Una donna irresistibile



No, questa volta non chiedeteci i sottotitoli. Davvero, riusciamo a comprendere appena il sessanta per cento di ciò che dice la seducente Nunzia Ferri. Per quel che abbiamo capito, la canzone è un inno di scherno che la bella artista rivolge a un uomo impotente, sebbene il videoclip sia tutto imperniato sulle molestie sessuali di un giovinastro e sulla coraggiosa reazione della donna. L'ambientazione bucolico - pastorale riporta alla tradizione delle Accademie settecentesche, palesando la natura colta del brano.

venerdì 20 giugno 2008

La prova d'amore



La clip di oggi è Sabato sera di Ida D'Amore, cantante apparsa una dozzina d'anni fa su Teleakery e tuttora attiva nel sottobosco neomelodico. Il brano verte sul dramma una provasa intenzionatissima a subire l'estremo oltraggio da parte di un ragazzo; quest'ultimo però non ha ancora cacciato fuori il puparuolo, non si sa se per imbranataggine, eccesso di rispetto, disinteresse o ricchioneria. Lamentandosi del fatto che il giovane non le ha voluto togliere di dosso nemmeno la sciarpa, la D'Amore sottopone il suo interlocutore a un martellante interrogatorio: "Hai già fatto l'amore con un'altra? La cosa può farmi piacere, così mi posso assicurà".

venerdì 13 giugno 2008

La dottrina di Rita Russo - di Paolo Zeta


Apprendere la dottrina della sensitiva Rita Russo è fondamentale per la conoscenza della programmazione televisiva partenopea degli anni '90, in cui la Signora era presenza costante e molto acclamata. I favori del pubblico le permisero addirittura di creare un'emittente satellitare a lei dedicata, di distribuire in moltissime edicole della Campania una carta prepagata per consulti di cartomanzia e perfino di affiggere per le strade del capoluogo alcuni manifesti pubblicitari di notevoli dimensioni. Avvicinandoci alle sue teorizzazioni esoteriche, potremo inoltre analizzare con maggiori cognizioni alcune spigolature del sommo veggente D'Auria, soprattutto quello odierno. Tra i due, infatti, c'è sempre stato un rapporto di grande attrito: la Russo affermava di essere stata lei ad aver "messo le carte in mano a Gennaro" per la prima volta, contribuendo quindi, per sua sventura, a creare un personaggio triste, preoccupato soltanto di accumulare ricchezze per installare antenne abusive per Radio Camaldoli Stereo (di cui il Maestro, come si sa, è proprietario). Il Gennarone, a sua volta, ricambiava la cortesia definendola "una vecchia ciarlatana", acida ed intrattabile. In questo prezioso documento apprenderemo il vero significato della sensitività, la cui definizione sarà di abbrivio per una profonda disquisizione letterararia, filosofica e teologica: scopriremo il legame che unisce Nostradamus al patriarca biblico Giuseppe per poi soffermarci sulla crisi dell'uomo del Novecento: la speculazione che ne segue, di chiara ispirazione nietzschiana, dipinge quest'ultimo come creatura privata di ogni certezza e valore, annichilita dalla scomparsa del modello familiare tradizionale e dalla "femminilità" e perciò in balìa di falsi santoni e veggenti, i quali, tutti tesi al perseguimento dei loro interessi economici, ignorano evidentemente che Dio sia "omniscienzo" e che l'unica magìa esistente consista nell'amore universale.

Paolo Zeta


lunedì 9 giugno 2008

La famiglia viene prima di tutto



Romantico duetto tra Franco Cipriani e Rita Siani. Cipriani è già noto agli spettatori di lungo corso di Trashopolis come interprete del fondamentale Finalmente sì asciuta incinta, inno alle gioie della paternità. Rita Siani, partner di Mario Merola sulla scena, moglie del boss Tommaso Prestieri e, in passato, ospite del carcere di Poggioreale per spaccio di droga, dimostra con questa canzone che la famiglia è l'unica cosa che conta nella vita. Un inno ai sani valori della fedeltà coniugale e della zuccherosità cuoricinosa, con una testimonial quanto mai credibile.

giovedì 5 giugno 2008

L'impatto socio-culturale delle migrazioni dei popoli dell'est europeo sui costumi sessuali dei vecchi rattusi



Tra le principali conseguenze dell'ondata migratoria dei popoli dei paesi postcomunisti in Italia spicca senza alcun dubbio il miglioramento, in termini qualitativi, della vita sessuale degli anziani del Meridione. La questione è affrontata con un taglio sociologico dal cantante napoletano Gino Saggese nel brano Tengo 'A Polacca, che narra in maniera imparziale l'impatto delle Tatiane e delle Ludmille sull'immaginario erotico dei Don Peppe nostrani, nonché gli inevitabili conflitti sociali innestati da questi mutamenti. Nota a margine: non esiste un videoclip ufficiale della canzone. Le immagini che vedete nella clip sono state montate da noi.

lunedì 26 maggio 2008

Le mamme apprensive portano sfiga



Attenzione alle mamme troppo apprensive, portano decisamente sfiga. Il teorema è dimostrato dalla passionale Cinzia Oscar, nota al pubblico di Trashopolis per avere traumatizzato un bebè nel video della canzone Lassame 'o figlio mio. Nel brano Il Motorino Cinzia continua a esercitare il proprio ruolo di madre castratrice, negando al proprio cuozzissimo rampollo l'acquisto di un ciclomotore. Ma le pressioni del ragazzo sono troppo forti e alla fine l'artista deve capitolare. La disgrazia è dietro l'angolo e non appena il giovane centauro scende in strada va a schiantarsi contro un'automobile e crepa. La notizia viene data dai telegiornali a reti unificate, manco fosse morta Lady Diana. Tra lacrime, rimpianti e grattate di zebedei, Cinzia Oscar dà il suo contributo alla campagna per l'educazione stradale promossa dal comitato di quartiere di Forcella.

martedì 6 maggio 2008

Pornobuonuomo



Frughiamo nell'imbarazzante passato di Antonio Buonuomo, icona della canzone napoletana, proponendovi un videoclip che forse l'artista non avrebbe mai voluto girare. Buonuomo, che quando si dà alla sceneggiata e al repertorio classico è un maestro, ci concesse qualche mese fa una bellissima intervista, nella quale ammise di vergognarsi delle canzoni neomelodiche che aveva inciso negli anni novanta. Poiché noi di Trashopolis abbiamo la cazzimma, tiriamo fuori uno dei suoi scheletri nell'armadio: il duetto Te voglio, cantato in coppia con Rosy Viola. Tanto sappiamo che Buonuomo, persona dotata di un grande senso dell'umorismo, non ci terrà il broncio. Il tema è quello arcinoto della coppia di amanti che, nel corso di un incontro clandestino in albergo, si rinfacciano le rispettive gelosie anziché darci dentro. Ma nulla vale il torso nudo di Buonuomo, esibito con l'orgoglio di un modello della Denim.

venerdì 25 aprile 2008

In quale squadra gioca Del Piero?



Chi ha detto che le TV private non fanno cultura? La trasmissione Sport 2000, in onda su Tele A nello scorso millennio, conciliava le esigenze dello spettacolo con la necessità di acculturare le masse. Una raffinata valletta dialogava con un regista invisibile, la cui pastosa voce alla Alberto Lupo resterà per sempre incisa nella nostra memoria. Il pubblico da casa poteva abbeverarsi alla fonte del sapere rispondendo a quesiti criptici, quasi impossibili. In quale squadra gioca Del Piero? Solo qualche eruditissimo studioso della storia del calcio potrebbe svelare l'arcano. Nonostante i tanti premi in palio, nessuno osava chiamare in studio, forse per non rompere quell'armonia che contraddistingueva il rapporto tra il Pigmalione e la sua Musa, quell'apollinea serenità che sembrava far rotare le sfere celesti.

giovedì 17 aprile 2008

La musica etnico-abusiva di Rosy Viola



Incredibile testimonianza di quel melting pot stilistico-culturale che è stata la musica neomelodica degli anni 90. La cantante Rosy Viola, con tanto di cappellino giovanile alla Jovanotti, cammina per i vicoli di Napoli celebrando le canzoni belle di una volta, le vecchie pianole e il basso dove si sono sposati mammà e papà. Rosy è infatti figlia di questa gente che affrontano la vita senza penzarci. Attorno a lei si raduna un coro di zandraglie, di urukai e di casi lombrosiani, che plaudono alla laudatio temporis acti e alla condanna della degenerata musica rap. Tutto cambia quando irrompe per caso sul set un ambulante senegalese, che con la canzone non c'entra la metà di un cazzo, ma che viene comunque coinvolto nelle danze. Le immagini sono da sarabanda felliniana, o forse da Trittico delle Delizie di Bosch.

lunedì 7 aprile 2008

Paola Binetti - Perché adoro fare sesso



A pochi giorni dalle consultazioni elettorali, Trashopolis scende in campo e si schiera con Paola Binetti, prestigiosa esponente del Partito Democratico che solo l'ala più ottusa della sinistra radicale si ostina a definire "teocon" o, peggio ancora, "vecchia bagonga". In realtà la Binetti è una figura complessa, carismatica, spesso conturbante. E' per questo che abbiamo deciso di fare omaggio alla Binetti accostando la sua sensuale icona a quella di un'altra grande donna italiana, la compianta Moana Pozzi, nota per le sue coraggiose battaglie nel Partito Dell'Amore. Il brano "Perché adoro fare sesso", adoperato dalla defunta pornostar per pubblicizzare un 144 erotico, rivive sulle labbra della nostra senatrice preferita e ci fa sperimentare nuovi vertici di erotismo estremo.

lunedì 31 marzo 2008

Ti ho sposato per paura



Sulle note del lezioso Luna di lana di Valeria Rossi, viene perpetrato l'ennesimo matrimonio superkitsch firmato dalla ditta Fotocine Belvedere. Agghindata come Maria Antonietta qualche anno prima della decapitazione, la sposa sfoggia un paio di spalle da boscaiolo canadese e sembra promettere al consorte un futuro di serenità, amore e mazzate. Intimidito dalla prestanza fisica della mugliera, l'occhialuto maritino si reca all'altare con una deferenza che a tratti sembra sfociare nel panico. Auguri allo sposino e alla sposona!

venerdì 14 marzo 2008

Due generi per Silvio



Meno male che Silvio c'è, e meno male che con la sua intuizione promette di risolvere il funesto problema del precariato. Proprio ieri avevamo pubblicato il video di due disoccupati di Torre Del Greco che cercavano un lavoro qualsiasi. Applaudiamo perciò alla risposta di Silviuccio bello alla giovane precaria che gli chiedeva quali fossero le prospettive per il suo futuro: "dovrebbe cercarsi il figlio di Berlusconi o di qualcun altro che non avesse questi problemi economici". Perché limitare questa possibilità solo alle ragazze sexy, che con quel sorriso e con quegli occhioni possono permettersi di sposare qualunque miliardario, persino quel cocainomane trombafemminielli di Lapo Elkann? Perché, per par condicio, non estendere questa possibilità anche ai maschietti? Silvio, hai due figlie: Eleonora e Barbara. Ecco i tuoi futuri generi. Lascia che il tuo sangue blasonato si mescoli a quello dei disoccupati del Sud, permetti che il seme della pannocchia del tossico e dello scemo del villaggio generino gli eredi del tuo impero.

mercoledì 12 marzo 2008

Bordelli degli anni sessanta e imprenditoria femminile



Sbaglia chi crede che il cinema a luci rosse nasca nel 1972 con il leggendario Gola Profonda di Gerard Damiano. Gola Profonda è il primo film porno della storia che raggiunge una fama mondiale, fino a trasformarsi in fenomeno di costume; ma il sesso non simulato in celluloide è vecchio quanto i fratelli Lumière. Se fino agli anni cinquanta i film hardcore avevano una distribuzione semiclandestina, negli anni 60 esiste già un circuito a luci rosse nel quale vengono proiettate le pellicole proibite. Lo testimonia questo Obscene House, un dimenticato esempio di pornografia vintage del 1969 diretto da tale Henry Blake, che narra la storia di una voluminosa maitresse e delle sue quattro simpatiche dipendenti. Per nulla morboso, Obscene House è soprattutto l'elogio di una piccola-grande imprenditrice, che con ammirevole bon ton gestisce un bordello ben frequentato, accogliente e ricco di calore umano.

Archetta Lumaca e la rivalità tra pruvase



Nessuna scritta in sovrimpressione ci dice come si chiami questa deliziosa cantante che interpreta il brano Il tuo uomo, ma alcune talpe bene informate ci hanno rivelato che si tratta di Archetta Lumaca, nuora dell'ormai leggendario Arcangelo Lumaca, capostipite di un'intera generazione di artisti senza volto. Spunto del raffinato brano, che rifà il verso a certi contes moreaux di Eric Rohmer, è l'amicizia tra due pruvase, messa a dura prova dalle intermittenze del cuore. Archetta, molestata telefonicamente dal fidanzato della sua migliore amica, sembra gradire parecchio che il maniaco in questione la chiami alle due di notte per ansimarle nel cellulare; allo stesso tempo non vuole sacrificare l'intenso legame che la unisce alla cornuta, e preferirebbe chiavarsi il rattuso con la benedizione di questa. Il brano non degenera in una scarica di paccheri e di mazzate, ma ci fa capire che le due sciacquette sono femmine di mondo.

sabato 8 marzo 2008

Pierina e le pari opportunità



Avevamo promesso che su Trashopolis non sarebbe mai apparso il Pierino di Alvaro Vitali, troppo scontato in una selezione trash. Le cose cambiano per il suo clone sfigato in gonnella, Marina Marfoglia, protagonista dello semisconosciuto Quella peste di Pierina (1982). Un film di cui non si ricorda più nessuno, e che per questo sul nostro sito fa la sua porca figura. Il regista Michele Massimo Tarantini è lo stesso dei Pierini vitaliani e nel cast appaiono parecchi volti noti come Oreste Lionello e Lucio Montanaro. Ma la Pierina della Marfoglia è davvero imbarazzante, e sembra ridefinire per sempre il concetto di pari opportunità. Le diamo un po' di spazio perché oggi è l'8 marzo e poi via, smammare.

L'8 marzo delle Patty e Selma torresi



Continuano le grandi celebrazioni della festa della donna da parte di Trashopolis. Questa clip, girata una decina d'anni fa ed andata in onda sulla mitica Teletorre, è un eccezionale reportage su come le gentildonne di Torre Del Greco festeggiavano l'8 marzo nei locali più esclusivi. Musica, balli, cene pantagrueliche e un entusiasmo appena nascosto da una raffinata venatura blasè. In particolare le ultime signore intervistate, Clara e Pina, mostrano la stessa gioia di vivere che illumina Patty e Selma, le zie dei Simpson, nel corso dei loro esotici viaggi.

venerdì 7 marzo 2008

Poker di maghe



Anticipiamo le celebrazioni dell'8 marzo con questo formidabile poker di fattucchiere apparse negli anni 90 sulle tv private napoletane. Una di queste è Luna, la maga dei sogni (lo apprendiamo dalla didascalia); delle altre purtroppo non conosciamo il nome. Formidabile la personalità delle quattro megere. La prima è una vera e propria sadica, che sembra godere come una pazza quando chiede alla cliente "Ma tuo marito ti fa sempre le corna?". La seconda, Luna, sembra più colta e filosofessa, e si autodefinisce "l'unica esoterica acquariana della new age che possiede i poteri del sesto raggio", qualunque cosa ciò voglia significare. Della terza ricorderemo per sempre il sorriso e i modi melliflui che all'improvviso si trasformano in smorfia minacciosa. La quarta, infine, dimostra che persino gli afasici possono essere dotati di poteri sovrannaturali. E adesso via al dibattito: qual è la maga più sexy? Quale fareste accoppiare con il nostro Gennaro D'Auria?

lunedì 3 marzo 2008

Ida Maritan, il lotto e la banana



Fate largo alla lottologa padovana Ida Maritan, che nonostante il suo modo strapaesano di porsi di fronte alla telecamera (o forse proprio grazie a questo) ha persino partecipato a Buona Domenica, a fianco dell’omino coi baffi . Per vendere attraverso il 166 i suoi magici numeri del lotto, la Maritan allestisce un piccolo musical alla Frank Zappa, contaminando La banana, il Vincerò puccinian-pavarottiano e le mazurke di periferia.

venerdì 29 febbraio 2008

Viva gli sposi!



Tra i vari servizi offerti dalla ditta Fotocine Belvedere di Cardito, specializzata in riprese di matrimoni, c’era la possibilità di un’ospitata nella trasmissione Sposi e Canzoni, in onda a orari improbabili su Teleakery. Un passaggio su Trashopolis non era certamente preventivato, ma anche noi vogliamo rendere un sentito omaggio a Mario e Luigia di Gricignano nel giorno più bello della loro vita. Ci chiediamo solo perché il regista del video abbia scelto proprio Chihuahua come colonna sonora, laddove Moby Dick dei Led Zeppelin sarebbe stato più adatto.

domenica 24 febbraio 2008

Giulietta Sacco e la danza dei sette veli



Davvero, non riusciamo a spiegarci per quali motivi un'artista come Giulietta Sacco, una delle esponenti più prestigiose della musica napoletana, si lasci andare a una scatenata danza da odalisca nel finale del videoclip di Preta e' mare. Con tutto il rispetto per la vecchia guardia della canzone partenopea, cosa avreste pensato se Mario Merola si fosse esibito in perizoma?