Visualizzazione post con etichetta 3 supermen. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 3 supermen. Mostra tutti i post

mercoledì 25 giugno 2008

Sono Ping Pong, il terrore di Hong Kong



Che gli Dei siano propizi a Nico Fidenco, autore della colonna sonora di Porno Holocaust, della sigla di Don Chuck Castoro e, soprattutto, della canzoncina dei titoli di testa di Tre Supermen in Cina, diretto nel 1974 da Bitto Albertini. Certo che i versi "Io non mando mai all'ospedale / solo al forno crematorio /o qualche volta all'obitorio" suonano un po' macabri, soprattutto considerando che in quest'articolo Fidenco dice meraviglie sul ventennio fascista. E anche la strofa che recita "Ogni donna mando all'ospedale / vorrei trattarla come un fiore / ma come la tocco urla e muore" oggi difficilmente troverebbe spazio in un film parrocchiale.

mercoledì 23 aprile 2008

Tre tristi superman ruttano in Turchia



La saga dei tre fantastici superman non era affatto iniziata male, con un divertente film di Gianfranco Parolini del 1967 che subito rese popolari questi italici eroi in calzamaglia . Dopo una vari seguiti, uno più scemo dell'altro, i produttori della saga bussarono alle porte del mercato turco, consapevoli che agli spettatori ottomani era possibile propinare qualsiasi porcheria. Nel 1979 venne perciò alla luce questo 3 Supermen contro il padrino, con il quartier generale della mafia collocato in qualche tristissima scuola media di Istanbul, e con molti ammiccamenti alla commedia scorreggiona pre-pierinesca. Sotto lo pseudonimo di George Arkin si cela l'attore turco Cuneyt Arkin, popolarissimo nel suo paese ma giustamente ignoto al resto del mondo. Canzone iniziale del grande Nico Fidenco, all'epoca attivissimo nelle sigle dei cartoni giapponesi.

mercoledì 5 dicembre 2007

Che fanno i nostri supermen tra le vergini della Jungla? (Bitto Albertini, 1970)



I 3 superuomini in calzamaglia esordiscono nel 1967 in un divertente film di Gianfranco Parolini dal titolo I fantastici 3 supermen. In seguito le avventure del dinamico trio si trasformano in saga, con 6 seguiti ufficiali: Tre supermen a Tokio (1967), Che fanno i nostri supermen tra le vergini della Jungla? (1970) Crash! Che botte... (1973), E così divennero i tre supermen del West (1973), Tre supermen contro il padrino (1979), Tre supermen a Santo Domingo (1986), diretti prima da Bitto Albertini, poi da Italo Martinenghi. Non mancano poi le imitazioni (il turco 3 Supermen alle Olimpiadi) e i film d'importazione ai quali i distributori italiani appiccicano un titolo ingannevole (è il caso del cinese I fantastici piccoli supermen o del messicano 5 Supermen contro i nani venuti dallo spazio). La clip di oggi è tratta dal terzo film della serie, quello delle vergini della jungla. Da notare l'uso intensivo di stereotipi massimalisti, l'incredibile coretto dei russi cattivi, il capotribù indigeno doppiato in barese, una sceneggiatura che include battute come "L'uranio appartiene a noi, e ci faremo tante bombettine atomiche!", l'entrata in scena dei 3 supermen, che per simulare il volo irrompono nell'inquadratura saltando giù da un muretto. E tutto questo accade in soli 2 minuti. Quando il trash è così intenso, sconfina nel sublime.