Parsifal secondo Visconti

  • Con Sacre signore italiane volume 1 il cineasta Romeo Visconti rifà il verso al maestro Roy Parsifal e alla sua tetralogia delle mamme incestuose. Anche questo film è incentrato sui rituali di seduzione materni: nel primo episodio, ispirato alla pochade ottocentesca, un giovane si presenta ad un appuntamento con una prostituta per scoprire che questa è proprio la sua mamma; nel secondo una giunonica genitrice consola il suo rampollo piantato in asso dalla fidanzata; nel terzo una donna in carriera divide il talamo con il figlio sordomuto. Visconti non è Parsifal, per cui la messinscena non è altrettanto rigorosa. Le inquadrature fisse fanno rimpiangere la camera a mano, spietata e indagatrice, dell’autore della Lezione di mamma; anche il berrettino da rapper indossato dal secondo ragazzo ci sembra una caduta nell’iconografia più facile e convenzionale, impensabile nel porno della crudeltà parsifaliano. Ciò nonostante Sacre signore italiane presenta momenti di grande efficacia. La voce stridula della madre-prostituta risulta incisiva quanto il “Famiglie, vi odio!” gridato da André Gide nei Nutrimenti terrestri; lo sguardo dell’adolescente sordomuto ricalca quello degli idioti del bunueliano Las Hurdes; i fisici delle protagoniste avrebbero incantato George Grosz. Un regista da seguire, questo Visconti, purché unisca al proprio innegabile talento un maggiore perfezionismo.

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    3 Settembre 2009

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Commenti

  • cuozzo fritto il 03-09-2009 alle 16:23

    Manuel vuol venire, con fior di tardona.

  • Kyle il 03-09-2009 alle 17:53

    L'ultimo è un nuovo esemplare di cazzo-pupazzo.

  • Chiappe Allaria il 03-09-2009 alle 18:32

    E'la sia di Wanna Marchi!

  • Jacksilver il 03-09-2009 alle 20:35

    ma perchè il siglio sordomuto sembra più uno che ha una paralisi totale?e sopratutto cosa cazzo gli parla la madre che è sordomuto?

  • Lisetta e Vanni il 03-09-2009 alle 20:38

    @JacksilverLa lingua del casso.

  • Anonymous il 03-09-2009 alle 21:39

    mio dio, raccapricciante, i primissimi piani sui volti sono agghiaccianti.

  • Joe Bananas il 03-09-2009 alle 22:47

    Qualcuno mi spiega come si fa a fare amore solitario guardando questa roba? A parte lo schifo che concettualmente dà l'idea di ingropparsi la propria madre, ma la prima del trio non si può guardare senza vomitare. Secondo me, lei recita gratis perchè questa è l'unica occasione che ha per farsi ingroppare. Io con quella lì non ce la farei nemmeno con un'overdose di Viagra.

  • oviedo77 il 04-09-2009 alle 00:47

    Joe: riguardo alla tua ultima affermazione, dalle mie parti si dice "ogni buc è purtus e ogni purtus va chius".

  • the user il 04-09-2009 alle 03:02

    Considerando l'esistenza (per modo di dire) di due ben più illustri omonimi, il titolo del post rasenta la blasfemia.In merito al film dico solo che ci sono molte più probabilità che io mi trastulli durante la visione di un documentario sull'accoppiamento dei facoceri. Il porno-horror proprio non fa per me.Ma è un'ingenuità nella sceneggiatura, probabilmente dovuta ad un ottenebramento libidinoso, a lasciarmi perplesso più di tutto: possibile che madre e figlio non riconoscano le proprie voci al telefono? E poi quanti Manuel poteva conoscere quella vecchia battona?

  • Zì 'Nton il 04-09-2009 alle 16:19

    La prima… TEN'E BBAFF!Mi ricorda Grace Zabriskie in INLAND EMPIRE, che fa la parte della vecchia vicina di casa di Nikki.Con la differenza che la vicina di casa non chiava, questa qua invece… scusate, devo vomitare.Zì 'Ntonio

  • meemmow il 06-09-2009 alle 01:00

    "Mamma, non sapevo che facevi la puttana!": in una sola frase viene riassunto l'intento artistico e morale di Visconti. Per non parlare del secondo figlio, residuo antropologico della Jovanotti generation di fine anni Ottanta.

  • Gianni il 23-01-2010 alle 20:06

    La cosa più sconvolgente è che c'è gente che ha pagato per questa roba!