Il bosco dei cornuti

  • Qualunque bignamino di trasgressione vi spiegherà che il cuckold è il marito felice di essere incornato dalla consorte, di assistere sottomesso alla consumazione dell’atto sessuale e, delizia delle delizie, di venire umiliato dalla mugliera e dal di lei compare (definito “bull” dai puristi del cuckholdaggio). Come mai un maestro della statura di Roy Parsifal sceglie di cimentarsi con un cliché tanto logoro? Semplice: per metterlo in crisi, per svelarne l’artifizio, per enfatizzarne l’assoluta macchinosità. Nel Bosco dei Cornuti Parsifal abbandona pertanto gli interni piccolo-borghesi che caratterizzano il suo cinema e rende teatro dell’adulterio il luogo più improbabile che ci sia: il crocevia di un bosco, dove la fedigrafa attende il ganzo già discinta e monologa come nelle scenette di Ric e Gian. Con l’entrata in scena del marito-bue, che passeggia tranquillo indossando un vistoso copricapo, Parsifal dà sfogo alla sua vena più surreale, rinforzata da una recitazione straniante che fa pensare a Brecht riletto da Godard. E come non ricordare che il bosco era anche il luogo dove la Deneuve di Belle De Jour veniva ricoperta di fango?

    Commenti FB

    commenti


Commenti

  • Boda il 27-01-2011 alle 18:21

    non è il primo pornazzo con problemi di visualizzazione, fate qualcosa!

  • anonimo il 27-01-2011 alle 18:22

    Il cappello avrà l'evidente funzione di nascondere le ramificazioni…

  • Arabesque il 28-01-2011 alle 15:04

    Kuros, si dice Cuckold 😀 non chiedermi come lo so così bene