Gianni Ruggiero – Catarì
-
Torna lo stimato batterista Gianni Ruggiero, detto il John Bonham di Nocera Inferiore. Stavolta l’artista è alle prese con Catarì, liriche tratte dalla poesia Marzo di Salvatore di Giacomo (1892), un classico della canzone napoletana. Più che a Roberto Murolo, a Sergio Bruni e a Massimo Ranieri, Ruggiero sembra ispirarsi sia a Mario Musella degli Showmen, sia ai Jefferson Airplane, ai Grateful Dead e al periodo psichedelico di Eric Burdon. Il video alterna riprese abusive di conigliette di Playboy a immagini di Ruggiero che suona la batteria nel garage di casa, creando un magico contrasto tra eros e quotidianità, tra sogno e realtà, tra seduzione e frustrazione.
scrolling=”no” frameborder=”0″ style=”border:none; overflow:hidden; width:120px; height:27px;” allowTransparency=”true”>


















Commenti
Mi evoca qualche personaggio dei cartoni animati della Warner Bros.
Vuole farci intendere che quando canta e suona la batteria riesce ad ottenere questo seguito?
Le ragazze si stanno infonnendo sotto il tipico pata-pata d'acqua di Ferragosto mentre lui VATTE CRUDELMENTE la batteria cercando di ucciderla evidentente (la musica in mano a lui penso sia già morta invece da un bel pezzo). Le parole sono rese incomprensibili dallo straordinario tromba-di-scale Digital FX e quindi somigliano ben più ad una nenia sciamanica.Kuros guarda si mmeglio 'e Last.FM!
)
Durante la prossima passeggiata sul Faito o nei dintorni,non escluderemo di avere un incontro ravvicinato con qualche genio della musica nostrana.Altro che mitologia nordica,altro che dio Pan.
questa canzone me la cantava mia nonna per farmi addormentare, da bambino, ma senza questa specie di organo hammond a schiovere. Bei ricordi… è per esperienze simili a questa, probabilmente, che ho aperto un blog in cui scrivo solo fetenzie. ciro, grazie, ho le lacrime agli occhi
Non è che questi Pappa?
Ha copiato l'idea dal battersita degli Eagles!
La monnezza di napoli al confronto son rose e fiori…