Carusielli, coltelli e carceratielli
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Trashopolis vi presenta Mario Carusiello, attempato artista napoletano specializzato in canzoni di malavita, delitti d’onore, sgozzamenti, abigeati, sfregi, incaprettamenti, squartamenti di papere e scioglimenti nell’acido . A volte però Carusiello rinnega la sua natura pulp e tocca registri più delicati: questo brano, a detta dell’artista, non parla di coltelli e di pistole, ma solo “di un figlio carcerato, della mamma e dell’innamorata che l’ha lasciato“. Naturalmente, se il ragazzo sta in galera, è “per colpa che ha sbagliato la società“. Archetipale la chiusura con gli auguri di presta libertà agli ospiti delle case circondariali.
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