Ricordando Gargiulo
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Davvero, non riusciamo a capire il motivo per il quale Gaetano Gargiulo, a differenza di personaggi come Gennaro D’Auria, Tonino ‘O Scienziato e Zio Peppe, non sia diventato di prepotenza uno degli idoli di Trashopolis. Eppure le premesse c’erano tutte: una voce e una mimica fuori dal comune, una serie di videoclip che al confronto quelli di Peppe Boccardo sembrano girati da Stanley Kubrick e, soprattutto, una tragica morte in scena (da noi documentata in questo post) che riuscì ad azzerare i confini tra sublime e trash. Non è mai troppo tardi per riscoprire il Mito di Gargiulo: è per questo che vi riproponiamo, in versione sottotitolata, questa sua versione di Tiene Vint’Anni. Gargiulo vaga senza meta tra i piccioni di una Piazza Plebiscito ancora asfaltata, poi sfoggia il suo elegantissimo look (camicia fantasia e pantaloni color diarrea) tra i passanti di Via Caracciolo. Corsa finale al rallentatore sul ponte di Castel dell’Ovo.
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Commenti
Il testo è troppo oscuro.
Grande Gargiulo, grande.
Gargiulo ci guarda dall' alto in basso.
Gargiulo è la cosa più brutta di Torre del Greco, la più bella è Gennaro D'Auria.
poetico
Nessuno come Gargiulo.
E meno male anonimo…
Purtroppo, Ajax.