Per tutti i fan di Franco Schettino, ex partner di Angelo Lanzieri prima della nascita dei Coccobelli, ecco finalmente la il director’s cut di Pinocchio, già presentato da Trashopolis tre anni fa in una versione mutilata. Siamo di fronte al cavallo di battaglia del maturo cabarettista, che rilegge il mito collodiano oscillando tra la filastrocca per bambini e la goliardia più scatenata. Certo, l’idea di incentrare l’intero numero sul contrasto tra le pulsioni sessuali del burattino e l’assenza dell’apparato riproduttivo non è particolarmente originale (vedi Burattino senza fichi di Elio e le Storie Tese). Ma in quanto a espressività la canzone è impagabile, soprattutto grazie all’ossessivo suono dell’organetto che sembra preso in prestito da For the benefit of Mr Kyte e al coretto che irride all’eunuco di legno, generando in lui un trauma che prelude a una prestigiosa carriera da serial killer.
scrolling=”no” frameborder=”0″ style=”border:none; overflow:hidden; width:120px; height:27px;” allowTransparency=”true”>
Commenti
che mito!
Non serve neanche una donna per partorire Pinocchio, basta una sega!
Da notare 2:07 – 2:10 con tentativo di sexual harassment nei confronti della guagliunciella ballerina.
perchè "nas a'ppizz" è tradotto come "naso a pizza"??? non era meglio "naso appuntito"???