venerdì 18 luglio 2008

Gennaro D'Auria - Incontri ravvicinati



Questo post è destinato a fare epoca. Ecco il reportage esclusivo del nostro pellegrinaggio del 16 Luglio 2008 presso la casa del Sommo Veggente Gennaro D'Auria, organizzato dagli amici del sito Gennarodauria.it. Riusciremo a incontrare il nostro Maestro? Otterremo il suo favore e la sua benevolenza? Godetevi ogni istante di questo filmato, fino alla sconvolgente e mistica conclusione.

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Guerre stallatiche



Inchinatevi di fronte a Luigi Cozzi, il George Lucas italiano, il cui immenso talento registico fu scoperto da un Dario Argento sotto sedativi. Nel 1979 Cozzi diresse Star Crash - Scontri Stellari oltre la terza dimensione, un tripudio di tamarraggini intergalattiche che rifaceva il verso all'immortale Star Wars. Se l'unica pecca del capolavoro di Lucas consisteva nella scelta del protagonista maschile (quel pesce morto di Mark Hammill), Cozzi riuscì a fare di peggio, scritturando un giovanissimo David Hasselhoff, prima dei successi di Supercar e di Baywatch, con tanto di chioma da cugino di campagna. Menzione d'onore per gli effetti speciali, realizzati con la tecnica dello stop-motion che si era adoperata fino a vent'anni prima. E non si tratta di scelta poetica alla Tim Burton, ma di budget pidocchioso. C'è anche Nadia Cassini. E adesso scegliete voi: meglio Star Crash o il Guerre Stellari turco?

Le origini di Gigione



Il Motorino (1984) è un classico del maestro Ninì Grassia interpretato da Mario e Sal Da Vinci. Purtroppo molti critici ne parlano senza averlo davvero visto. Marco Giusti prende una cantonata esemplare nel suo dizionario Stracult, descrivendo così la trama: "Mario è un maestro nel truccare i motorini e Sal è suo figlio, un bravo ragazzo. Sfiga vuole che venga fatto fuori da una banda di tipacci e Mario non si dà pace. Dovrà vendicarsi". E' evidente che Giusti abbia scambiato la pecora per il cavallo, confondendo Il Motorino con La Pagella, diretto dallo stesso Grassia nel 1980, protagonista Mario Trevi. La storia di questo film è molto più pacifista e democristiana, con Mario Da Vinci separato dalla moglie che torna al talamo nuziale quando viene a sapere che suo figlio Sal è caduto dal motorino. Filologia a parte, Il motorino entrerà nella storia anche per il memorabile cameo di Gigione, non accreditato nei titoli e nemmeno nell'IMDB. Il futuro interprete di Grazie Padre Pio, ancora giovane e capelluto, canta Tu sì l'ammore in un elegante night club di Varcaturo, mentre Da Vinci fa il chiattillo con la bella Eleonora Vallone. Sublime anche il dialogo tra i due piccioncini: "L'ho fatta chiamare perché vorrei ancora sentire delle canzoni che dicono di tanto amore!" "A guardarla sembrerebbe che lei amasse rock, cha cha cha!". E' infatti arcinoto che il cha cha cha fosse la musica preferita dai ggiovani nei peccaminosi anni ottanta, con buona pace di quella femminuccia di Boy George.

giovedì 17 luglio 2008

E' davvero questa la nostra faccia?



Uno degli elementi più controversi del cinema hard è rappresentato dai primi piani maschili. Mentre un primo piano sul volto dell'attrice è di solito bene accetto, il primo piano maschile interrompe la tensione della scena e trasporta lo spettatore in una dimensione sgradita. Lo testimonia questo montaggio tratto dal celebre dittico Marina e la sua bestia 1 e 2, al quale mise mano anche il leggendario Renato Polselli. E' davvero questo il volto di noi uomini nel momento culminante? Come fanno le donne a sopportarci e a non mettersi a ridere?

(Non c'entra nulla con il post, ma facciamo i più cari auguri alla nostra lettrice Rory, che oggi si laurea in Storia Dell'Arte).

mercoledì 16 luglio 2008

Se lo mangiano come porci, i maledetti!



Virus - L'inferno dei morti viventi (1980) è uno degli horror più celebri del maestro dello zeta movie Bruno Mattei, anche se alcuni suoi fan preferiscono i toponi giganti di Rats - Notti di terrore. Siamo sulla falsariga di Zombi di George Romero, con i non-morti che non sono semplici non-morti, ma stanno lì a simboleggiare qualcosa di così complesso e raffinato che nemmeno noi siamo riusciti a intuirlo. Magnifica la citazione kubrickiana con il ballerino che abbozza un passo di tip-tap e canta Singin' in the rain come l'Alex De Large di Arancia Meccanica, ma gli occhi dello spettatore sono tutti per l'orrida vegliarda. E la battuta "Se lo mangiano come porci, i maledetti!" risuonerà a lungo nelle nostre orecchie.

Il Boccardo innamorato



Riecco Peppe Boccardo, interprete delle intermittenze del cuore e piratone audiovisivo di Torre Del Greco, che tra una turnè e l'altra vendeva VHS di contrabbando all'angolo di Via Piscopia. In questo Turnammo nsieme (1996) il Boccardo duetta con una bella cantante dal nome ignoto. Lei ha mollato lui perché frequentava una compagnia di chiavici, lui promette di "lasciare gli amici" per riconquistare la donna amata. Tra malinconiche passeggiate sui binari e gioiosi flashback nella Villa Comunale di Napoli, Boccardo conferma con questo brano di essere l'Aznavour degli anni 90. Ci riferiamo ovviamente a Michel Aznavour, celebre venditore ambulante di pupazzi a molla, molto noto e stimato alla periferia di Marsiglia.

martedì 15 luglio 2008

Carmen Russo, pornokiller femminista



Anno di grazia 1980: il bimbomix sta per subentrare ai canti degli Inti Illimani, il concetto di socialismo non s'incarna più in Pietro Nenni ma in Bettino Craxi, ma nel cinema porno sopravvive ancora qualche residuo di impegno politico. Carmen Russo, che da lì a poco avrebbe spopolato come valletta del fininvestiano Drive In, gira Le Porno Killers, per la regia di Roberto Mauri (autore tra l'altro di Spirito Santo e le cinque magnifiche canaglie, Un animale chiamato uomo e Un toro da monta). Accompagnata dalla semisconosciuta Cinzia Lodetti, la Russo (che appare nei titoli di testa con lo pseudonimo di Carmen Bizet) è una giustiziera ammazzapapponi, che fonde in sè pensiero femminista e concessioni alla rattusaggine. In questa clip vediamo le due eroine alle prese con una coppia di maschi sciovinisti, che per far colpo sulle bonazze non trovano di meglio che dire "Con quel popò di attributi come puoi considerarle pari a noi uomini?"; "Come fai a vederle inquadrate in un mondo di maschi, affrontare situazioni, prendere particolari decisioni sia politiche che sociali?"; "La donna è solo una compagna di piacere, una madre, una sorella, un'amante... esseri deliziosi, se vuoi, certamente intelligenti, ma sempre in un ruolo sottomesso a noi maschi". Dopo aver mazzolato a dovere i due galletti, le figliole si inteneriscono e decidono comunque di darla via. La qual cosa dimostra che, per farsi una scopata, non sempre è necessario vestire i panni dell'uomo che sa ascoltare. Due note a margine: la versione delle Porno Killers in nostro possesso è quella soft, sebbene il film circoli anche in versione hard. Resta un mistero se le scene a luci rosse siano state girate dalla vera Carmen Russo (che ha sempre smentito) o da una sua controfigura. L'attore baffuto è il celebre Manlio Cersosimo, in arte Mark Shannon, futura star de Le notti erotiche dei morti viventi.

Gennaro D'Auria - Lezioni di magia



Ieri il Sommo Veggente Gennaro D'Auria ha compiuto 44 anni, in fila per tre col resto di due. Domani, su iniziativa del sito Gennarodauria.it, una schiera di devoti (incluso il sottoscritto) si recherà in pellegrinaggio presso la casa del Maestro, anche se è ormai scontato che il Santone si negherà. Seguirà cena condita di bestemmioni presso la Pizzeria La Bruna di Torre del Greco. Con un po' di ritardo, porgiamo i nostri più cari auguri al Gennarone con questa breve antologia tratta da una puntata di Arte Divinatoria del 1998, in cui il Principe dei Sensitivi parla di fenomeni paranormali, casi disastrevoli, demonologia, cultura vedica (che vuol dire antica), sedute mediatiche, parapsicoterapia, influssioni dei segni astrali, numerica delle date e creature spaziali. Gennaro, guardati. Guarda com'eri dieci anni fa. Allora non ti saresti negato. Allora sì che eri un Grande.

lunedì 14 luglio 2008

Cito karateka



Riecco Giancarlo Cito, ex sindaco di Taranto, ex picchiatore fascista, ex onorevole, ex galeotto, exibizionista. Desideroso di offrire ai suoi elettori l'immagine dell'uomo forte e volitivo, Cito si fa riprendere in palestra mentre polverizza i mattoni e organizza ronde punitive contro un sacco da boxe. Ringraziamo il nostro affezionato lettore Nico, che ci ha spedito questa preziosa testimonianza. In origine il video era commentato dalle sputtanatissime note di Eye of the tiger. Se qualche purista dovesse obiettare che la canzoncina di Ugo re del judo è fuori luogo (Cito sta infatti praticando karatè), gli rispondiamo che tutto fa brodo, e che per certa gente l'unica cosa che conta è menare mazzate.

Que reste-t-il de nos amours? Une vafangul, vieille photo de cafonesse



Inizio di settimana col botto, dato che abbiamo deciso di proporvi la versione sottotitolata (e quindi comprensibile al di fuori delle zone di Secondigliano, Ponticelli e Scampia) dell'immortale Amore Vaffanculo di Lian. Il raffinato neomelodico, già apparso su Trashopolis mentre si esibiva in una cover natalizia del Latitante, nel 2000 interpretò un cortometraggio che introduceva la sua appassionata canzone d'amore. Per motivi non ancora chiari, il corto passava sulle teleprivate con una scritta in sovrimpressione che recitava "Scene tratte dal film Amore Vaffanculo", sebbene questo film non sia mai stato realizzato. Peccato, perché questi dieci minuti di corna e tamarrate entrano di diritto nella Leggenda. Dalle rigidissime regole dettate da Lian ("Non devi cancellare i messaggini dal cellulare, perché devo vedere i fatti tuoi") ai geniali escamotage della provasa per cornificare il fidanzato ("Mi ha telefonato Luana, 'a cumpagna mea"), dall'interpretazione magnetica del protagonista, guardingo come Lev Yashin a difesa della porta dell'Unione Sovietica, all'invettiva finale ("Và, vafangùl, và, ma che bocchinara, ma che stronza, le acchiapp tutt'io, le acchiapp!"), non c'è fotogramma che non tocchi le vette del sublime. Un plauso all'arredatore della villetta di Lian, al cui confronto Concetta Mobili diventa Le Corbusier.